Caso Bochicchio, il telefono “rovente” di Malagò | Spuntano le conversazioni intercettate dalla Gdf

Il caso Bochicchio è sulla bocca di tutti e per Giovanni Malagò il telefono non cessa di suonare. Conversazioni roventi tra il numero uno del Coni e diversi nomi importanti. Si discute delle truffe del broker. E intanto, la Gdf ascolta tutto 

Il telefono di Giovanni Malagò diventa incandescente non appena i primi sospetti sugli investimenti fatti dal broker truffaldino Massimo Bochicchio vengono alla luce.

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Caso Bochicchio, il telefono rovente di Malagò (Immagini rete)

I molti clienti truffati non riescono più a rintracciare il broker e chiedono informazioni al numero uno del Coni. Ma tutte le conversazioni vengono rintracciate dai finanzieri che ascoltano “i fatti”.

Caso Bochicchio, il telefono rovente di Malagò e le conversazioni ascoltate dalla Gdf

La platea altolocata di nomi che intasano il telefono di Giovanni Malagò sono diversi. Dalla scrittrice Barbara Prampolini a Riccardo De Angelis, direttore del reparto di chirurgia del San Giovanni Addolorata, fino all’allenatore Antonio Conte e al fratello di quest’ultimo.

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Caso Bochicchio, il telefono rovente di Malagò e le conversazioni ascoltate dalla Gdf (Pixabay)

Per non tralasciare il capo servizio dell’Ufficio patrimonio della segreteria della Presidenza della Repubblica, Augusto Santacatterina o al direttore della Federgolf, Franco Chimenti.

E poi gli amici di una vita e i nomi importanti di Sky. Tutti compongono il numero di telefono di Malagò e l’argomento più discusso – il solo in verità – è sempre lo stesso, le avventure di Bochicchio. Ma, in tutto questo giro di conversazioni c’è la finanza che, discretamente, ascolta.

Come riporta Repubblica, a tutte le vittime Giovanni Malagò ripete sempre la stessa manfrina: “Dove ha messo i soldi Bochicchio non ho proprio la più pallida idea, ma se l’avessi saputo prima vi avrei detto di lasciare perdere”.

I fratelli Conte sostengono che il broker vantasse una conoscenza con Malagò. Lui, Giovanni risponde a Daniele Conte: “Non ho mai investito un euro”.

Ma, allora, quella montagna di soldi dove sono finiti? La domanda successiva del fratello di Conte è lecita, seppur la risposta di Malagò, riflessiva: “Ha fatto un tenore di vita molto importante ma non da milionario”.

Dopo i fratelli Conte, è la volta della scrittrice Barbara Prampolini che chiama Malagò per alcuni consigli pratici. E il presidente del Coni le suggerisce di procedere in modo cautelare per via giudiziaria perché come lei, molte altre persone sono vittime del raggiro finanziario causato dal broker.

Così tra una telefonata e un consiglio, il caso di Massimo Bochicchio si trasforma in gossip succulento. Il telefono di Malagò continua a squillare e gli interlocutori vogliono sapere, informarsi, aggiungere particolari, voci di corridoio carpite durante un happy hour al circolo della Roma bene.

Malagò e le telefonate bollenti del 2020: “Le vittime, quanti ne abbiamo visti di scemi”

Sono trascorsi circa due anni da quel 11 luglio del 2020 quando il telefono di Giovanni Malagò squilla e dall’altra parte del filo c’è Marzio Perrelli, executive vice president di Sky.

Quest’ultimo riferisce a Malagò parlando di Bochicchio: “Questo è pazzo non sto scherzando. È un furfante Giovanni, che pazzo”. Poi, lo stesso Perrelli si butta sulle vittime del borker: “So’ Scemi?”. Malagò risponde scherzando: “Quanti ne abbiamo visti di scemi ‘sti giorni”.

Da quella telefonata trascorre un altro mese ed è il 26 agosto 2020 quando Malagò parla con Augusto Santacatterina, segreteria della Presidenza della Repubblica. Una conversazione dal sapore gossipparo, tra inciuci tra il broker e pseudo ex fidanzate e amanti. E dello stesso tenore sono le telefonate con il chirurgo Riccardo De Angelis, convinto che in tutto questo sono coinvolti anche “soci dell’Aniene”. I finanzieri riassumono che a questa domanda Malagò risponde “che non gli risulta”.

Infine, c’è il caso del presidente della Federazione Italiana Golf, Franco Chimenti, che racconta a Giovanni Malagò la disavventura vissuta da alcuni amici tra risate e scenette che ricordano un film in bianco e nero di Totò.

Perché la storia di Massimo Bochicchio è stata anche questa: un argomento succulento ideale da snocciolare in una conversazione al bar, anzi no, al circolo.