Incendio Rsa Milano, le parole del sindaco Sala: “I responsabili devono pagare, fosse anche il Comune”

L’indomani l’incendio nella Rsa di Milano in cui hanno perso la vita 6 persone e altrettante 81 sono finite in ospedale, il sindaco Giuseppe Sala espone il suo pensiero sull’accaduto: “I responsabili devono pagare, anche se fosse il Comune di Milano”

Il rogo che ha devastato la casa di riposo per anziani “Casa dei coniugi” in Via dei Cinquecento a Milano ha ucciso 6 ospiti della Rsa e mandato in ospedale altre 81 persone, due di questi in codice rosso e 14 in codice giallo.

Incendio Rsa
Incendio Rsa Milano, le parole perentorie del sindaco Giuseppe Sala dopo il rogo (ansa) free.it

L’incendio è partito dalla camera numero 605 posta al primo piano della struttura. A causare il rogo una sigaretta fumata da una delle due donne occupanti la camera, entrambe morte carbonizzate, nella stessa stanza. Il rogo è avvenuto nella notte di venerdì intorno l’1.20 della mattina. Immediate le chiamate ai vigili del fuoco che sono intervenuti prontamente per spegnere l’incendio.

Ma ora, dopo la giornata devastante, si cercano possibili colpevoli. Il primo cittadino di Milano, Giuseppe Sala ha dichiarato, come riporta La Stampa: “Se ci saranno responsabilità, chi ha sbagliato dovrà pagare. Compreso il Comune”.

Il giorno dopo l’incendio nella Rsa di Milano. Come procedono le indagini

Tutti gli ospiti della casa di riposo incendiata sono stati trasferiti in altre strutture gestite dalla cooperative Proges o dall‘Ats di Milano e Città Metropolitana. Al momento, nella struttura di via dei Cinquecento a Milano rimangono solo i vigili del fuoco al lavoro e gli operatori, oltre ai parenti degli ospiti sfollati chiamati a riprendere gli oggetti personali dei loro cari.

Incendio Rsa Milano
Incendio Rsa Milano, il giorno dopo le parole del sindaco Sala (ansa) free.it

Intanto, dal Policlinico di Milano giungono notizie circa le condizioni di salute dei due pazienti arrivati ieri con codice rosso. Sempre ricoverati in terapia intensiva l’uomo 62enne è intubato, mentre l’anziana donna di 80 anni respira autonomamente.

Le condizioni di salute rimangono invariate seppur in leggero miglioramento. Risultano stabili anche gli altri due ricoverati in codice giallo che da ieri si trovano ancora nel reparto di osservazione del pronto soccorso milanese. I medici rendono noto che ad oggi ancora non si prevedono dimissioni.

Le parole perentorie del sindaco Giuseppe Sala: “I responsabili dovranno pagare. Anche se fosse il Comune”

Nella Rsa milanese saranno controllati tutti i letti. Da qui, anche la necessità di verificare i materiali di cui sono composti i materassi e le strutture presenti all’interno della casa di riposo. Al momento dell’incendio, l’impianto di rilevazione dei fumi era guasto, come confermato anche da un cartello esposto nella casa di riposo. Un altro aspetto da chiarire, infatti, è da quanto tempo il sistema non funzionasse e quale fosse esattamente il numero dei dipendenti in servizio quella notte. Se il fumo di sigaretta nelle camere della Rsa fosse prassi tollerata o meno è un altro elemento al vaglio degli investigatori

Il rogo nella Rsa di venerdì notte è divampato dalla stanza 605 del primo piano, mentre tutti dormivano, rendendo inagibile l’intera struttura. Il commento a caldo del sindaco Giuseppe Sala ieri mattina dopo essere arrivato sul luogo dell’incidente è conciso: “Bilancio pesantissimo”.

La casa di riposo gestita dalla Cooperativa Proges è di proprietà del Comune. Dopo l’incendio la Procura della Repubblica di Milano ha aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo e incendio colposo e ha messo agli atti dell’inchiesta anche l’annuncio che la Cooperativa aveva affisso nella Casa di riposo che segnalava la presenza di problemi agli impianti di rilevazione dei fumi.  Ed è stato proprio il fumo ad uccidere quattro ospiti della Rsa: Paola Castoldi, di 75 anni, Loredana Labate di 84, Anna Grazia di 85 anni, e Mikhail Duci di 73. Mentre le due donne di 69 e 86 anni morte carbonizzate sono rispettivamente Nadia Rossi  e Laura Blasek.

Impostazioni privacy