Leonardo La Russa, indagato per stupro: attesa per l’interrogatorio della ragazza

In casa La Russa c’è area di bufera dopo la notizia della denuncia di una ragazza al figlio 20enne del presidente del Senato, accusato di stupro. I punti oscuri nella vicenda che non tornano agli inquirenti

L’incontro casuale notte tra il 18 e il 19 maggio scorso tra i due ragazzi sarebbe avvenuto nella discoteca milanese Apophis club. Quella sera Leonardo “Apache” La Russa, 20enne, figlio di Ignazio La Russa, incontra una sua vecchia conoscente del liceo, di un anno più grande. La ragazza, che poi racconterà di essere stata violentata dal giovane, era in compagnia di un’amica.

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Bufera La Russa, i punti oscuri della vicenda dello stupro denunciato dalla 22enne (ansa) free.it

I due si riconoscono, si salutano e iniziano a bere insieme. A suonare in quella discoteca c’era uno dei due amici di Leonardo arrivati da Londra. La serata procede fino a che la ragazza si sveglia nel letto di “Apache” nuda. Non ricorda nulla ma sa che qualcosa di brutto è accaduto.

Nell’abitazione di Leonardo la mattina seguente c’è anche il padre Ignazio. Ed è forse per tale motivazione che a differenza del cellulare della presunta vittima e dell’amico di Leonardo, il Dj in casa quella notte, il telefono di Leonardo non è stato sequestrato. Quando si sveglia la ragazza racconta di essere in stato confusionale.

Indagato il figlio di La Russa per stupro. I punti oscuri della vicenda

Secondo quanto riporta Open, la denuncia per violenza sessuale sporta dalla 22enne verso Leonardo La Russa è stata inviata via Pec dall’avvocato Stefano Benvenuto lo scorso 29 giugno. Ma lo stupro risalirebbe a 40 giorni prima, tra la notte del 18 e 19 maggio. La Verità oggi sostiene che il testo della denuncia fosse in mano al Corriere della Sera già in quei giorni.

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Bufera in casa La Russa: il figlio Leonardo accusato di stupro. I punti oscuri della vicenda (ansa) free.it

La presunta vittima sostiene che Leonardo, figlio 20enne di Ignazio La Russa, ha anche ammesso di aver avuto rapporti intimi con lei a sua insaputa. Non solo, avrebbe anche dichiarato di aver fumato cannabis e sniffato cocaina per due volte durante quella stessa serata oltre ad aver assunto farmaci come Xanax e Fluoxetina. Mentre, per quanto riguarda la ragazza, visitata alla clinica Mangiagalli la mattina successiva il presunto stupro, le era stata riscontrata la presenza di benzodiazepine nel sangue.

Dopo la denuncia della 22enne le indagini partono: le chat contenute nei cellulari della giovane e dell’amico Dj di La Russa, secondo la ragazza presente in casa di Leonardo quella notte, sono al vaglio degli inquirenti. Verranno analizzate le conversazioni. Nel frattempo, dopo la deposizione della querela, il procuratore aggiunto Letizia Mannella e il pm Rosaria Stagnaro iscrivono Leonardo La Russa nel registro degli indagati con l’accusa di violenza sessuale.

Le indagini: rapporto consensuale o violenza sessuale?

Le indagini, coordinate dal capo della procura di Milano, Marcello Viola, sono complesse. Dopo tutto il tempo trascorso dal giorno del fatto, ora è difficile avere elementi utili dalle telecamere. La polizia dovrà accertare se quella sera c’è stata una violenza sessuale o un rapporto consensuale.

Inoltre, gli investigatori devono verificare se il consumo di cocaina, assunta insieme a tranquillanti e alcol, possa avere provocato la perdita di sensi nella ragazza. L’avvocato della presunta vittima dice di essere ceto “che il rapporto sessuale non è stato consensuale”. Di parere contrario è il legale di La Russa, l’avvocato Adriano Bazzoni, secondo cui “il racconto della 22enne appare fumoso. Andare a casa insieme, quella notte, è stata una scelta condivisa da entrambi”.

Infine, c’è il caso del telefono non sequestrato del figlio di La Russa. Secondo quanto riporta Il Fatto il cellulare in questione non è stato sequestrato perché intestato al padre di Leonardo Apache e non al giovane. Ora bisognerà aspettare gli esiti delle analisi dei dispositivi elettronici. Intanto la ragazza verrà sentita lunedì prossimo dai pm della procura di Milano.

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