Gaia Menga, 13enne morta sulla Laurentina: 48 ore prima nello stesso punto un’altra tragedia

Il caso di Gaia Menga morta nell’incidente stradale avvenuto in via Laurentina a Roma si tinge di giallo. Solo 48 ore prima della tragedia in quello stesso punto era avvenuto un altro incidente mortale. Si indaga sulla rotatoria poco visibile

Le indagini sulla morte della 13enne Gaia Menga non si arrestano. Le verifiche che dovranno essere approfondite dagli investigatori riguardano le condizioni della Golf presa a noleggio e guidata da Betty Sorsile, amica di Giada, la mamma della piccola Gaia, ma anche sullo stato del manto stradale e dell’illuminazione.

Roma incidente
Fatale l’impatto di una vettura in via Laurentina, morta la 13enne Gaia Menga

Al vaglio degli inquirenti una domanda che potrebbe essere di vitale importanza al futuro delle indagini, ovvero capire se la scarsa visibilità possa aver influito sulla dinamica dell’incidente di sabato scorso costato la vita all’adolescente. Questo perché, solo 48 ore prima dello schianto, sempre su quel tratto di strada di via Laurentina vicino alla rotatoria di Trigoria si era già verificata un’altra tragedia in cui è deceduto Oscar Roselli, 33 anni, osteopata di Ciampino.

48 ore prima della morte di Gaia Menga un altro incidente fatale. Giallo sulla rotatoria

La notte precedente il drammatico incidente stradale in cui ha perso la vita la 13enne Gaia Menga si era schiantato con il suo Suv contro un palo al centro di una rotatoria, morendo sul colpo anche il 33enne osteopata Oscar Roselli. Una coincidenza funesta o alla base dei due incidenti si cela qualcosa di più?

incidente stradale
incidente stradale a Roma (ansa) free.it

Quella sera pioveva, era buio e, secondo quanto rilevato dai vigili urbani di Roma Capitale intervenuti sul luogo della tragedia è possibile che il 33enne Oscar non abbia visto la rotonda all’incrocio con via di Tor Pagnotta. Infatti, dai rilievi effettuati dagli investigatori, sull’asfalto non sarebbero stati trovati segni di frenate improvvise. Da qui l’ipotesi che il ragazzo possa non avere visto il lampione.

Per tale ragione, anche in questo secondo caso i pm della Procura di Roma hanno disposto ulteriori accertamenti sia sulle condizioni del manto stradale che sul sistema di illuminazione della rotatoria. Nel fascicolo d’inchiesta aperto, al momento senza indagati, anche in questa caso viene ipotizzato il reato di omicidio stradale.

Gli esami su Betty Sorsile

Nel frattempo le indagini sull’incidente mortale di sabato scorso proseguono con altri due esami del sangue a cui è stata sottoposta la 33enne Betty, accusata di omicidio stradale, per indagare se avesse bevuto quella notte prima di mettersi alla guida del Golf. Se il secondo test alcolemico presentava un risultato poco sopra la media, il primo esame effettuato subito dopo l’incidente, potrebbe ora costare alla donna anche un’aggravante specifica, che si andrebbe a sommare alle accuse di omicidio stradale e di lesioni.

Questo poiché il risultato dell’accertamento arrivato al pubblico ministero Margherita Pinto racconta di un tasso alcolemico molto superiore al limite consentito dalla legge italiana. Inoltre, anche un altro dettaglio, non trascurabile, peserebbe sull’indagata, ovvero la cintura di sicurezza che la 13enne Gaia, morta sul colpo nell’incidente, non sembrasse indossare.

Anche in questo caso la responsabilità ricadrebbe sulla donna che avrebbe dovuto farle allacciare la cintura prima di partire, essendo lei al volante. Nell’incidente è rimasta ferita, seppur lievemente, anche Giada, la madre della 13enne, che al momento dello schianto si trovava sul sedile del passeggero. Intanto Betty è devastata dall’accaduto e, come riporta anche il Messaggero, ha dichiarato nei giorni scorsi: “Sono la responsabile della morte di Gaia. Non potrò mai perdonarmelo. Ho avuto una distrazione, non so per quale motivo e non ho avuto più il controllo dell’auto”. Adesso le indagini dovranno chiarire e accertare anche un altro dato fondamentale: la velocità con cui viaggiava l’automobile prima di scontrarsi. Il sospetto di chi indaga è che fosse troppo elevata, ma per avere certezze bisognerà aspettare i risultati della perizia cinematica disposta dalla Procura di Roma nei prossimi giorni.

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