Mestre, bus elettrico finito contro una colonna: il referto medico sull’autista non lascia dubbi

A Mestre un secondo bus elettrico è stato oggetto di un incidente stradale. Questa volta però il referto medico eseguito sull’autista del bus è chiaro: si tratta di un malore

Non ci sono dubbi sulla causa che ha scatenato l’incidente del bus elettrico a Mestre. L’autobus appartenente alla stessa società di trasporti del primo incidente del pullman precipitato dal cavalcavia a Mestre, “La Linea” lo scorso 3 ottobre non c’entra nulla. Questa volta è stato un malore del conducente a far finire il mezzo contro una colonna di marmo.

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Mestre, incidente bus elettrico. Il referto medico non mente (ansa) free.it

Dall’incidente nessun passeggero è deceduto, solo 8 persone sono rimaste lievemente ferite dall’urto del pullman. A confermare il malore del conducente è il referto medico del pronto soccorso che parla di episodio sincopale dovuto forse a un improvviso calo di pressione dell’uomo. Ma la Procura di Venezia vuole indagare.

Incidente bus elettrico Mestre: il referto medico conferma malore ma la Procura vuole approfondire

Anche se la causa dell‘incidente è da attribuire ad un malore del conducente la procura di Venezia vuole comunque vederci chiaro e approfondire l’origine del sinistro. Questa decisione è avvalorata anche in ragione del fatto che una delle ipotesi ancora in ballo sulle cause della strage del 3 ottobre è che l’autista del bus precipitato dal cavalcavia possa aver perso il controllo del mezzo a causa di un malore.

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Incidente bus elettrico Mestre, la procura di Venezia vuole approfondire il caso (ansa) free.it

Non è escluso che i due incidenti siano una mera coincidenza del tutto separati l’uno dall’altra e che l’ultimo caso sia stato solo una fatale ironia della sorte ma gli investigatori dovranno confermare tale ipotesi e che tra i due incidenti non vi sia un nesso. A finire sotto la lente di ingrandimento è l’orario di lavoro dell’autista: ovvero se il conducente alla guida del pullman finito contro una colonna di marmo sabato sera avesse tenuto dei ritmi lavorativi troppo serrati.

Secondo elemento al vaglio è capire se l’autista di 59 anni, fosse nelle condizioni psicofisiche per guidare. Quel che è sicuro è che è stato proprio lui ad ammettere sia al pronto soccorso che agli investigatori di essersi sentito male mentre era in servizio. Dopo queste dichiarazioni l’autista dovrà sottoporsi a una serie di accertamenti sanitari e dovrà interrompere il suo lavoro per un periodo di tempo indefinito. Nel frattempo ancora nessun fascicolo è stato formalmente aperto dal pm di turno Fabrizio Celenza. Nella giornata di oggi, il pm si confronterà con la sostituta procuratrice Laura Cameli, che segue l’inchiesta sull’incidente del 3 ottobre scorso, per valutare se unire insieme i due episodi.

Il bilancio dei feriti e le perizie

Per fortuna questa volta dall’incidente del bus elettrico nessun passeggero a bordo ha perso la vita e nessuno è rimasto gravemente ferito. Oggi quasi tutti sono stati dimessi dall’ospedale. Resta in osservazione presso il pronto soccorso di Mestre per accertamenti solo l’autista 59enne.

Nel frattempo i prossimi giorni saranno decisivi per quanto riguarda l’inchiesta per l’altro mezzo elettrico precipitato dal cavalcavia di Marghera. Si attende l’esito definitivo dell’autopsia sul cadavere dell’autista Alberto Rizzotto. Il primo parziale esito dell’esame autoptico aveva escluso un malore del conducente. Mentre, è prevista per il prossimo 25 ottobre la super perizia sul cavalcavia di Mestre richiesta dalla procura di Venezia. Alla perizia che vedrà come esperto Placido Migliorino, si affiancheranno i consulenti della difesa dei tre indagati.

Come riporta il Messaggero, questi sono: per l’ingegnere Alberto Cesaro gli esperti indicati sono il professor Antonio Montepara e l’ingegnere Mattia Gremis. Per Roberto di Bussolo l’ingegnere Stefano Calvi come esperto di guardrail e l’ingegnere Davide Pavon per ricostruzione del sinistro e per Massimo Fiorese l’ingegnere Matteo Quitadamo. Infine, il Comune veneto dopo i recenti fatti di cronaca ha deciso per la sostituzione dei bus appartenenti alla società La Linea con quelli di Actv. Il sindaco di Venezia ha chiarito in merito alla decisione presa: “Una scelta prudenziale che ci sembra assolutamente doverosa”.

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