Alessia Pifferi, dopo l’uccisione della figlia Diana regali in carcere per lei | Soldi e profumi dai cittadini

Alessia Pifferi è stata arrestata il 21 luglio scorso dopo aver lasciato morire di stenti la figlia Diana di appena 1 anno e mezzo. In carcere ora arrivano regali e soldi per lei

Ha lasciato morire di fame e sete la piccola Diana rimasta in casa da sola per sei giorni. Arrestata la madre lo scorso 21 luglio con l’accusa di omicidio, Alessia Pifferi ora è in carcere. Ed è proprio da lì che le arrivano gli aiuti: regali di ogni genere, dalle creme per il corpo agli smalti, tutto per “sostenere” quella mamma.

Alessia pifferi
Alessia Pifferi, regali in carcere dopo aver ucciso la figlia Diana (immagini rete)

Ma non solo, per lei anche soldi da spendere in carcere. Qualche centinaio di euro bonificati sul suo conto per trascorrere in modo più sereno la vita da reclusa. Sembra assurdo ma è la dura verità. I regali, di ogni genere, sono arrivati a destinazione non dai familiari dell’assassina bensì dai cittadini che con il caso della piccola Diana non hanno nulla a che vedere.

La 37enne Alessia Pifferi è in carcere dopo aver lasciato sua figlia, una bimba di appena un anno e mezzo, sola in casa con un unico biberon di latte mentre lei, la madre, era partita per sei giorni in vacanza. Una mamma assassina o una vittima della società che non si prende cura delle madri single?

Alessia Pifferi, dopo l’uccisione della figlia Diana regali in carcere per lei | Soldi e profumi dai cittadini

Ha lasciato morire di stenti in casa la figlia di un anno e mezzo Diana, ora Alessia Pifferi è in carcere dal 21 luglio scorso e riceve molti regali. E anche soldi. Gli aiuti arrivano direttamente allo studio della sua avvocata Solange Marchignoli.

Alessia Pifferi
Alessia Pifferi, dopo l’uccisione della figlia Diana regali in carcere per lei (Ansa)

Il genere di regali ricevuti sono svariati: creme di bellezza per il corpo, profumi, smalti, balsami, shampoo per capelli, libri, vestiti. E anche bonifici a suo nome con qualche centinaio di euro da usare in carcere secondo le procedure vigenti. La Repubblica riporta che ad inviare gli aiuti economici e non sono cittadini che non c’entrano nulla con l’omicidio della piccola Diana.

In uno dei messaggi arrivati al suo legale da un benefattore si legge: “Voglio dare una mano anche io. Non inviando soldi ma magari qualcosa che può aiutarla nel quotidiano: una piccola coccola a questa donna confusa e spaurita”. L‘avvocato Marchignoli ha riferito che presto farà recapitare tutti i regali alla donna in carcere e aggiunge: “Non c’è una causa più urgente né più giusta del proteggere Alessia da questa medioevale caccia alle streghe. Ha bisogno di aiuto, questo è palese”. Nel frattempo è stata rigettata dal gip la richiesta dei legali di far entrare in carcere il prof. Pietro Pietrini per redigere una consulenza psichiatrica.