INPS, stretta ai furbetti: bonus e documenti falsi? Controlli e rischi | In quali casi è previsto il carcere

Aumentano i controlli da parte dell’INPS ai furbetti che producono falsi documenti allo scopo di accaparrarsi bonus e incentivi. Controlli più serrati da parte dello Stato: previste multe e perfino il carcere in alcuni casi. Ecco in quali

Usare documenti falsi e far sembrare una cosa vera quando così non è solo per possedere i requisiti necessari per accedere a un bonus è un’azione illegale che verrà punita anche con il carcere.

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INPS, documenti falsi e bonus: stretta sui furbetti (ANSA)

È quanto emerge dalle nuove disposizioni dell’INPS che multa i furbetti con sanzioni che arrivano anche a 1.032 euro e la restituzione dei soldi ricevuti illecitamente. I casi per cui questo avviene sono molto comuni.

INPS, stretta ai furbetti: bonus e documenti falsi? In alcuni casi si rischia fino a 6 anni di carcere

Chiunque commette artifizi per intascarsi i soldi di un bonus che non gli compete rischia pene e sanzioni severe. Questo vale sia per chi adotta questi comportamenti nei confronti di un’altra persona sia per chi compie tali azioni illecite nei confronti dell’INPS.

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INPS: stretta ai furbetti, bonus e documenti falsi: ecco cosa si rischia (Pixabay)

Quando si crea documentazione falsa con l’intento di sfruttare una norma o una legge per il proprio tornaconto, si entra nel penale e si parla di reato. E la normativa italiana sanziona con condanne anche severe chi commette tali reati.

Vengono chiamati furbetti tutti quei soggetti che tramite le loro azioni illecite percepiscono prestazioni e Bonus economici che, in verità non spetterebbero. Si chiama frode, ovvero truffare lo Stato. Sono diversi i casi di truffe ai danni dell’Istituto di previdenza sociale. Tra le più comuni:

In entrambi i casi le sanzioni possono arrivare ad essere davvero pesanti. Chi compie queste frodi rischia fino a 6 anni di reclusione e multe di 1.032 euro.

Ma le frodi sono molte a carico dell’INPS, tutte attuate con l’obiettivo di sfruttare lo Stato. Tra le altre compaiono: le indennità di malattia, disoccupazione, maternità, etc.

Così, al danno patrimoniale perpetuato all’INPS si affianca l’ingiusto profitto del furbetto. Per esempio, sul reddito di cittadinanza, che ad oggi rimane tra le frodi più compiute ai danni dello Stato, il responsabile della frode rischia:

  • da 2 a 6 anni di carcere in caso di dichiarazioni o documentazioni false o in caso di omissione di documentazione;
  • da 1 a 3 anni di carcere in caso di mancate comunicazioni riguardo a variazioni di reddito e patrimonio.

Inoltre, sono previste multe che possono arrivare fino a 1.032 euro e la restituzione di tutte le mensilità percepite del sussidio. Non solo, l’INPS adotta anche altri strumenti per recuperare l’indebito. Queste prevedono:

  • congelamento dei conti correnti;
  • sequestri dei beni;
  • confische e fermi amministrativi.