Le indagini sull’italiano morto in Olanda potrebbero portare presto a una soluzione. La polizia olandese, infatti, potrebbe avere una pista e indaga sul possibile autori dell’omicidio dell’ingegnere Paolo Moroni.
Potrebbe esserci una svolta nelle indagini sulla morte di Paolo Moroni, l’ingegnere informatico che viveva da anni in Olanda. Secondo il legale della famiglia Moroni, Bruno Forestieri, gli investigatori olandesi potrebbero aver già individuato una pista. Non trapelano molti dettagli e al momento le uniche informazioni alla famiglia stanno arrivando dall’Unità di crisi della Farnesina.
Che si trattasse di un omicidio era chiaro fin da subito. La polizia aveva, infatti, aveva trovato elementi che confermavano l’assassinio dell’ingegnere di 42 anni. La scoperta del corpo, nella sua casa di Amsterdam, era avvenuta giovedì scorso ma i suoi familiari sono stati avvertita soltanto ieri. La famiglia, che vive ad Allumiere, alle porte di Roma, non era preoccupata del silenzio di Paolo che da un anno lavorava in smartworking per via del Covid. Immerso nel lavoro, spesso non comunicava quotidianamente. Poi la notizia dalla Farnesina.
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Ora a seguire le indagini è la polizia di Amsterdam ma ci sono anche i carabinieri di Civitavecchia a supervisionare il caso. Secondo gli investigatori, infatti, potrebbe esserci una pista italo-olandese. Non è chiaro cosa sia successo né quale sia il movente ma forse c’è già qualche indizio. Per ora bocche cucite ma potrebbero esserci novità nei prossimi giorni.
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“Paolo era sereno e tranquillo. Era felice, perché gli avevamo appena spedito un divano che voleva mettere nella casa che si era comprato in una zona nuova di Amsterdam, davanti al porto”. Queste le parole del fratello di Paolo Moroni, Ettore, in un’intervista al Corriere della Sera. L’autopsia è stata fissata per lunedì: “Martedì andremo in Olanda. Non ci hanno detto niente di più. Lì viveva da solo, era il suo sogno. Per noi potrebbe anche essere caduto in casa e aver sbattuto la testa”, conclude.
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