Quirinale: sale Cartabia, Draghi ancora a Palazzo Chigi: l’endoorsment di un big

Quirinale: il 24 Gennaio si avvicina ed è tempo di nomi. La situazione è critica, ma prende quota il nome di Marta Cartabia.

Quirinale Cartabia
Marta Cartabia, salgono le quotazioni della Ministra per il Colle – free.it

Il 24 Gennaio è dietro l’angolo, ma certi spigoli sono tutt’altro che smussati. La situazione per la corsa al Colle resta intricata, con un Mattarella bis sempre più lontano, occorre che gli schieramenti trovino un nome condiviso. Le formazioni politiche, però, sono ancora sugli scudi: i pentastellati non trovano la quadra, la faida interna – capeggiata dall’ex capogruppo Vito Crimi – dimostra che la strada da fare è ancora lunga. Lo stesso vale per i sovranisti, con Lega e Fratelli d’Italia che prendono tempo.

Bene l’ipotesi Draghi, ma poi il leader del Carroccio e Giorgia Meloni vorrebbero elezioni subito. Altrimenti c’è l’ipotesi prima donna al Quirinale: piace Marta Cartabia. Nome di punta anche da parte di Mattarella, averla al Colle significherebbe tener fede anche a quella parità chiesta dal Presidente uscente. Il Capo dello Stato, però, ha anche chiesto concordia: quella che, al momento, non c’è attorno al nome di Berlusconi. Il PD si smarca nettamente, tale ipotesi non è nemmeno contemplata da Letta e i suoi.

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Quirinale, Cartabia il nome condiviso: Calenda esce allo scoperto

Calenda, no a Renzi (Getty Images)
Carlo Calenda sostiene Cartabia al Colle (Getty Images)

Meloni e Salvini sull’ex Premier scelgono il silenzio assenso, meno propensi Cinque Stelle e Sinistra Italiana con Fratoianni nettamente contrario. Gioca di rimessa, invece, Calenda che strizza l’occhio ai renziani rilanciando la Ministra della Giustizia. Cartabia al Quirinale vorrebbe dire Draghi ancora a Palazzo Chigi, precetto da cui IV non schioda.

Renzi è tra i primi fautori di questa tesi e non vuole cedere in vista di possibili alleanze. Il leader di Azione – che con Renzi non vuole avere niente a che fare, ma comprende l’importanza di un Governo a trazione Draghi – concede qualcosa senza scoprirsi. Non è un’alleanza quella con Renzi, piuttosto una mano tesa. Vista la situazione, ce n’è bisogno. Ma non è detto che basti.