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Cronaca

Ricatta una tredicenne e si fa inviare foto porno su Instagram: denunciato minorenne

Published by
Stefano Serrani

Contatta una ragazzina di 13 anni su Instagram con un falso account, la convince a inviargli foto porno e poi la ricatta. Denunciato un minorenne a cui sono stati sequestrati oltre 300 files.

Ricatta una tredicenne e si fa inviare foto porno su Instagram: denunciato minorenne – Immagine Twitter

Storie sempre più comuni nell’epoca dei social network. Casi in cui il ricatto telematico si intreccia con la fragilità e l’ingenuità delle vittime che subiscono questo tipo di violenza. Molto spesso bambine e bambini poco consapevoli dei pericoli che la rete nasconde. Questa è la vicenda di una ragazzina di tredici anni residente nella zona di Rivoli, in provincia di Torino, contattata da un giovane su Instagram che l’aveva convinta essere il suo fidanzato.

Diverse decine di foto e filmati inviati, in cui era nuda, girati col telefonino. A finire nei guai è stato un minorenne residente fuori dal Piemonte, denunciato dagli agenti del Commissariato di Rivoli. Nei suoi confronti sono scattate perquisizioni e il sequestro di oltre 300 immagini dal contenuto pedopornografico.

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Foto pedopornografiche su Instagram, le indagini

Foto pedopornografiche su Instagram, le indagini – Immagine Twitter

Le indagini sono scattate lo scorso febbraio dopo che il padre della giovane si era presentato in commissariato per sporgere denuncia dopo aver scoperto casualmente la vicenda che la figlia non aveva confessato. La tredicenne era stata contattata su Instagram e non aveva mai incontrato di persona il suo ‘fidanzato’. Dopo le prime immagini porno lui era passato all’estorsione, minacciandola di divulgare i primi scatti nel caso in cui lei non gliene avesse mandati altri.

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Il padre della ragazzina, dopo aver scoperto le chat aveva provato a fermare il giovane, provando a convincerlo attraverso l’account social, ma non c’è stato nulla da fare. A quel punto si è deciso a denunciare quanto accaduto. Ma il profilo Instagram del ragazzo si era rivelato falso e ci sono voluti diversi mesi di indagine per risalire alla sua vera identità. Una volta individuato sono scattate perquisizioni, sequestro dei files e denuncia. Ancora incorso le indagini per verificare l’uso che il giovane facesse del materiale acquisito e per capire se vi siano ulteriori vittime.

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