Covid, Crisanti a Free.it sulla nuova variante Inglese: “Per ora non c’è allarme ma…”

E’ dal Regno Unito che ancora una volta arriva l’allarme per una nuova variante del Covid. Si chiama AY.4.2 ed è stata già soprannominata dai media “Delta plus”, perché sembra sia ancor più trasmissibile. Ma cos’è questa variante, quanto è pericolosa? Ne ha parlato in ESCLUSIVA a Free.it il microbiologo del Veneto, Prof. Andrea Crisanti.

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Andrea Crisanti a Free.it parla della sulla nuova variante Inglese del Covid scoperta a Londra

A scoprirla sono stati gli scienziati dell’Imperial College di Londra che stanno lavorando con i medici della Uk Health Security Agency. La nuova variante AY.4.2 sta allarmando il Regno Uniti e desta preoccupazione anche in Europa. Di cosa si tratta e quando dobbiamo preoccuparci? Ne ha parlato in ESCLUSIVA a Free.it il microbiologo del Veneto, Prof. Andrea Crisanti.

Professore, ci dobbiamo preoccupare per questa variante AY.4.2?

“Guardi, le varianti vengono scoperte in continuazione. La cosa importante qui è capire se si diffonde, se ha un vantaggio selettivo. Al momento è prematuro lanciare un allarme, perché nel Regno Unito questa variante rappresenta solo l’11% del totale dei contagi, che sono tantissimi. Bisogna stare molto attenti e valutare la situazione”.

Perché è da Londra che arriva l’allarme?

“In Gran Bretagna questa variante è diffusa perché probabilmente è nata lì ed è stata identificata dai ricercatori dell’Imperial College. Ma, attenzione, non è la responsabile di quello che sta accadendo. Ne’ nel Regno Unto, perché come dicevo è presente solo in una minima percentuale di contagi, né nel resto d’Europa. Non è questa variante il problema”.

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Covid, Crisanti a Free.it sulla nuova variante Inglese: “Non è il problema dell’Europa”

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Covid. Il microbiologo Crisanti ha spiegato che per ora non c’è allarme ma è necessario fare attenzione

Allora qual è il problema?

“Il problema dell’Europa è la durata della protezione del vaccino, che di fatto non è sufficiente a bloccare la trasmissione del virus. Le persone dopo sei mesi diventano nuovamente vulnerabili e quindi bisogna continuare a fare i richiami. Questa è la questione”.

In Italia questa variante potrebbe attecchire?

“Non lo so, bisogna vedere. Sicuramente se ha un vantaggio selettivo attecchirà, è inevitabile. Al momento, però, non abbiamo ancora studi sufficienti a valutare. Bisognerà capire nelle prossime settimane se la percentuale di diffusione aumenta e in che percentuale aumenta. Per ora si può solo vagamente intuire che ha una contagiosità molto elevata. Per il resto, c’è da studiare”.

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