Economia in crescita: si raggiungeranno livelli pre-Covid

Per il il rapporto di Confindustria ci sarà un rialzo del Pil pari a +6,1%, 2 punti in più rispetto attese. L’economia riparte ma non mancano i rischi per un cambio improvviso di scenario.

Economia Pil

L’economia italiana sembra più in salute di quanto ci si potesse aspettare. A dirlo è il Centro Studi Confindustria secondo cui il Pil italiano arriverà a un +6,1%, una cifra superiore ai calcoli di 2 punti. Gli economisti, si aspettano, poi, un +4,1% nel 2022. “L’ampia revisione al rialzo è spiegata dall’impatto più contenuto della variante Delta del Covid, anche grazie a efficacia e capillarità delle vaccinazioni in Italia, che hanno reso possibile l’allentamento delle misure di contenimento“, hanno spiegato da Confindustria.

I calcoli sono stati fatti per realizzare il dossier intitolato “Quale economia italiana dall’uscita dalla crisi?” e per cui sono stati studiati diversi fattori. “La ripartenza del Pil, pari a oltre +10% nel biennio, dopo il quasi -9% del 2020, riporterebbe la nostra economia sopra i livelli pre-crisi nella prima metà del 2022, in anticipo rispetto alle attese iniziali“, spiegano gli economisti.

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Economia in crescita: ottimi segnali ma ci sono dei rischi

Economia in crescita

I segnali della ripresa sono buoni, eppure non mancano i rischi per un improvviso peggioramento del quadro. “Ci sono degli elementi che potrebbero ancora cambiare lo scenario”, hanno spiegato i tecnici di Confindustria. “Per esempio una recrudescenza pandemica e nuove restrizioni, carenze prolungate di materie prime, inflazione elevata e rialzo prematuro dei tassi di interesse, inefficace gestione del Pnrr, difficoltà del mercato immobiliare cinese“.

Per ora le cose procedono sul binario stabilito. L’analisi dei consumi ha evidenziato che sono ripartiti i servizi, ripresi i flussi turistici e riaperti i cantieri. A preoccupare sono i dati sull’occupazione. “Nel 2022, la risalita prevista per l’occupazione tenderebbe a ridurre il tasso di disoccupazione”, si legge nel rapporto di Confindustria. “Tuttavia, l’aumento della forza lavoro si rafforzerà ulteriormente (+1,3%, dopo il +1% nel 2021) e ciò manterrà alto il tasso di disoccupazione, che è previsto pari al 9,6%“.

La guardia va tenuta alta sia per garantire che il rimbalzo in atto sia alto a sufficienza per colmare il divario causato dalla recessione 2020, sia per fare in modo che il tasso di crescita del Pil italiano dal 2022 in avanti sia solido e duraturo. Questa è la vera sfida per l’Italia“. Sono state queste le parole del capo degli industriali Carlo Bonomi. Secondo il leader di Confindustria, la ripresa italiana è avviata eppure ha confermato quello che emerge dai dati. E cioè che persiste un pericolo di cambio degli scenari con stime di crescita al ribasso.