Alessia Pifferi, perizia psichiatrica per la donna che ha fatto morire di stenti la figlia Diana: perché il pm accusa le psicologhe

Alessia Pifferi sarà sottoposta ad una perizia psichiatrica durante la quale bisognerà stabilire le sue condizioni. La Corte d’Assise di Milano ha già disposto la data. 

Il prossimo 26 febbraio 2024 c’è la data con il termine per la perizia psichiatrica disposta dalla Corte di Assise sul caso di Alessia Pifferi. La donna è accusata di aver abbandonato in casa la figlia Diana di soli 18 mesi il 14 luglio 2022.

Alessia Pifferi
Alessia Pifferi e la decisione sulla sua presunta incapacità di intendere e di volere al momento della tragedia (ANSA)

La 37enne è in carcere ed è attualmente accusata di omicidio pluriaggravato. Ha lasciato morire di stenti la piccola Diana che aveva soltanto un anno e mezzo.  Adesso toccherà allo psichiatra Elvezio Pirfo accertare se Pifferi sia affetta da qualche disturbo mentale o capace di intendere e di volere al momento dell’accaduto.

C’è la data dell’udienza

Il pm De Tommasi ha chiesto l’esclusione della perizia della relazione basata sui colloqui con le due psicologhe avvenute nel carcere di San Vittore. Proprio in questa casa circondariale è rinchiusa Alessia Pifferi. Durante l’udienza, inoltre, il pubblico ministero Francesco De Tommasi ha ribadito che “prova oggettiva che quello che è stato fatto in carcere è assolutamente inutilizzabile perché non conforme ai protocolli“, si ribadisce.

In questo caso, di conseguenza, si tratterebbe “accertamenti privi di qualunque fondamento“. Proprio per questo il pm ha chiesto di escludere la relazione derivata dalla perizia. Questa istanza non è stata accolta dalla Corte, da qui la decisione di rientrare in aula: tutto programmato per il 4 marzo 2024.

Pifferi
Alessia Pifferi è la donna accusata della morte della piccola figlia Diana che aveva solo 18 mesi (ANSA)

Le due psicologhe avrebbero riscontrato possibile deficit cognitivo e incapacità di intendere e di volvere al momento della tragedia. Si valuta in questo caso anche la sua ipotetica pericolosità sociale, nonché la scelta di un possibile percorso terapeutico all’interno di una Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza).

Ora la decisione spetterà allo psichiatra forense Elvezio Pirfo che dirà con chiarezza se la donna possa sottoporsi al processo o se abbia qualche infermità, così da “alleggerire” l’accusa di omicidio volontario aggravato.

Tutto è previsto per il prossimo 27 novembre, giorno in cui ci sarà l’incontro fra consulente e periti scelti dalle parti. Serviranno altri 90 giorni prima di conoscere le conclusioni, oggetto di analisi della successiva udienza (programmata a marzo 2024).

Le ipotesi e il test da effettuare

Proprio il pm Tommasi ha chiesto che le relazioni delle psicologhe del carcere – non autorizzate e nemmeno registrate in video – possano essere escusare dai documenti di verifica.

Analisi sul presunto deficit cognitivo di Alessia Pifferi: il pubblico ministero ha escluso i documenti, ribadendo come tutto sia “inattendibile, inutilizzabile, incredibile e sono accertamenti privi di qualunque fondamento“, si legge. Su questo aspetto ci sono due strade da seguire, non senza conseguenze dirette sul futuro processo a suo carico, accusa inclusa (che potrebbe cambiare, a seconda dell’esito della perizia).

Alessia Pifferi
Alessia Pifferi a processo per l’omicidio volontario della figlia di un anno e mezzo Diana, lasciata morire di stenti in casa da sola (ANSA)

Intanto il pm ha disposto che il test di Wais, somministrato dalle psicologiche alla donna, da cui sarebbe emerso un quoziente intellettivo sotto quota 40, sarebbe stato falsato nelle modalità. Si parla di possibile condizionamento, da parte delle due psicologhe, elemento contestato dal pubblico ministero Tommasi.

Proprio la Pifferi, infatti, non avrebbe un vero e proprio deficit, ma sarebbe stata “influenzata, condizionata, suggestionata simulando capacità cognitive inferiori“, ribadisce il pubblico ministero Tommasi. Adesso la palla passa agli esperti che avranno due strade da poter percorrere e un obiettivo: stabilire con la consulenza psichiatrica le effettive capacità dell’imputata.

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