Palermo-New York, colpo agli affari tra famiglie mafiose: 17 arresti

Un colpo basso alla mafia da parte della Polizia e dell’Fbi con l’operazione intercontinentale che ha portato all’arresto 17 persone tra Palermo e New York. Smantellato asse tra clan siciliani e famiglia Gambino

Grazie all’operazione di Polizia e Fbi le famiglie appartenenti ai clan mafiosi che operano fra Italia e Stati Uniti sono state smantellate. Al momento sono in corso una serie di fermi proprio tra Palermo e New York dove 17 persone ritenute legate ad una storica famiglia palermitana sono finite in manette.

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Mafia, blitz intercontinentale Polizia – Fbi: arrestate 17 persone tra Palermo e New York. Reati di associazioni mafiose e altri reati connessi – free.it

I reati di cui sono accusati i 17 indagati sono, a vario titolo, associazione mafiosa, estorsione, turbativa d’asta e incendi aggravati dal metodo mafioso. Nel blitz, coordinato dalla procura di Palermo, sono impegnati, oltre ad alcuni agenti dell’Fbi, anche gli uomini del Servizio centrale operativo di Roma e di Palermo, nonché della squadra mobile.

Mafia: Polizia e Fbi arrestano 17 persone tra Palermo e New York

Proprio dalle prime luci dell’alba di oggi, mercoledì 8 novembre 2023, gli agenti della Polizia di Stato italiana stanno eseguendo un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di 7 indagati, ritenuti responsabili dei reati, a vario titolo, di associazione mafiosa e altri reati connessi.

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Mafia, operazione congiunta Polizia-Fbi: tra New York e Palermo arrestate 17 persone accusate, a vario titolo, di reati connessi alla mafia. Smantellata asse famiglia Gambino e clan mafiosi siciliani. Il blitz stamani in Italia e negli USA (ANSA)

Contemporaneamente, negli Stati Uniti, e più precisamente a New York, gli uomini dell’Fbi stanno eseguendo ben 10 misure cautelative in carcere a carico degli indagati per i medesimi reati. Nel mirino dell’Fbi la famiglia mafiosa newyorkese dei Gambino, protagonista negli anni ’80 dell’inchiesta Pizza Connection condotta da Giovanni Falcone e che ora torna al centro dell’indagine congiunta dello Sco e dell’Fbi che ha portato stamani al fermo di 17 persone tra Italia e USA.

Così la famiglia americana legata alla mafia siciliana, continuava a fare affari sporchi con i clan affiliati e in particolare con vecchi boss delle famiglie palermitane di Torretta, Partinico, Borgetto. Ai 17 indagati sono stati contestati diversi reati: dai delitti di associazione mafiosa, all’estorsione, all’incendio doloso nonché al reato di turbativa d’asta e cospirazione. Dall’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, condotta in collaborazione con le forze dell’ordine italiane e americane, è emerso come le due organizzazioni mafiose abbiano stretto nel tempo, sempre più, il loro legame criminale e affaristico.

I fedelissimi di Frank Calì e i rapporti con i “cugini” americani

I contatti tra le due organizzazioni criminali erano tenute dai fedelissimi dell’italoamericano Frank Calì, detto “u Franki”, pezzo grosso della famiglia Gambino, morto ammazzato con sei colpi di pistola nel 2019 difronte la sua residenza di Staten Island da un killer che dopo averlo ucciso lo ha anche travolto con l’auto fuggendo via.

Le due “famiglie” continuano ad accumulare ricchezze con le estorsioni. Ed è così che l’Fbi ha scoperto decine di taglieggiamenti a imprese edili a New York. Nella riscossione del pizzo e nelle intimidazioni agli imprenditori, gli affiliati mafiosi si facevano aiutare dalle peggiori gang locali. Dai “cugini” siciliani la famiglia Gambino, però, aveva copiato l’iter criminoso con cui colpire: ovvero, per non inimicarsi le vittime non pretendere somme di denaro eccessive.

Un modus operanti che i boss palermitani adottano ormai da anni e che ora, grazie al suggerimento di un capomafia siciliano, è sbarcato oltreoceano. Sempre seguendo i consigli dello storico boss gli americani avrebbero  abbandonato le azioni violente verso chi non paga. Tale strategia adottata ha, però, un duplice vantaggio: non attirare l’attenzione su di sé da parte della polizia con gesti ritenuti troppo eclatanti e confermare l’amicizia “benevola” sulle loro prede.

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