Medici in sciopero contro il taglio alle pensioni previsto dal governo. Cosa succederà il 5 dicembre

I sindacati Anaao e Cimo hanno fissato la data: il prossimo 5 dicembre i medici saranno in sciopero contro il taglio alle pensioni previsto dalla manovra di bilancio. Governo tenta di arginare lo strappo

I medici italiani incroceranno le braccia per 24 ore il prossimo 5 dicembre. La causa della protesta arriva dopo la proclamazione, da parte del Governo Meloni, delle misure taglia-pensioni previste nella manovra di bilancio. Così alle organizzazioni sindacali Anaao e Cimo si è subito aggiunta l’Intersindacale dei dirigenti medici, veterinari e sanitari del Ssn, che annunciano “forme di mobilitazione per modificare la legge di bilancio”.

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Medici in sciopero per la manovra di bilancio che prevede il taglio delle pensioni. Stop per 24 ore il prossimo 5 dicembre. Free.it

Nel frattempo, il personale medico iscritto a Cgil e Uil, prenderanno parte alle proteste contro la manovra proclamate dalle due confederazioni dal 17 novembre. Nel mirino dei sindacati c’è l’articolo 33 della legge di Bilancio che rivede le aliquote di rendimento delle pensioni dei medici ma non solo, anche quelle del personale infermieristico così come quello degli impiegati comunali e regionali e le maestre d’asilo. Il punto cardine è la conseguente riduzione degli importi previdenziali per tutti coloro che hanno iniziato a lavorare tra il 1981 e il 1995.

A sostenere i sindacati c’è la vicepresidente del Senato, Maria Domenica Castellone, che come riporta anche l’ANSA, assicura: “noi saremo al loro fianco in questa battaglia”. Le due organizzazioni (Anaao e Cimo) pongono l’accento sul gravoso peso della misura sul taglio dell’assegno previdenziale compreso tra il 5% e il 25% all’anno. Il taglio, continuano i sindacati: “colpisce circa 50.000 dipendenti. E non ci tranquillizzano le dichiarazioni rilasciate negli ultimi giorni da esponenti del Governo in merito a possibili modifiche parziali del provvedimento”.

Medici in sciopero per il taglio alle pensioni

L’intervento del governo sul taglio alle pensioni, dal punto di vista meramente tecnico, aveva l’obiettivo di equilibrare i trattamenti di determinati lavoratori: medici, infermieri e impiegati comunali e regionali e porlo al pari di quelli degli altri dipendenti pubblici. Ma sul piano politico tale scelta arriva in un momento molto delicato considerando che lo stesso esecutivo stava cercando di sostenere la sanità pubblica.

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Sciopero dei medici previsto il prossimo 5 dicembre in Italia. Si protesta contro la manovra di Bilancio che prevede un taglio alle pensioni (free.it)

Da qui arriva la reazione dura del comparto medico-sanitario. Le tabelle dei rendimenti, secondo Nicola Calandrini (Fdi), presidente della Commissione Bilancio del Senato, e come riporta anche il Messaggero: “dovrebbero essere aggiustate per tamponare l’impatto finanziario più immediato sui redditi degli interessati”.
Quelle oggi in vigore, che la legge di Bilancio vuole modificare, riconoscono un rendimento discreto anche con pochissimi anni di versamenti relativi alla quota retributiva delle pensioni, entrata in vigore nel 1996.

Mentre la nuova versione fa partire da zero i rendimenti per poi allinearli gradualmente fino ad arrivare alla soglia dei 15 anni di contribuzione. Ed è proprio questa progressione che dovrebbe essere rivista. D’altro canto, il servizio Bilancio del Senato giudica “sovrastimata” l’ammontare degli oneri derivanti dalla proroga di Quota 103: ovvero l’uscita anticipata con 41 anni di contributi e 62 di età. Sempre nel dossier del Senato, si osserva anche la stretta sui rendimenti che potrebbe provocare ancor prima dell’entrata in vigore del nuovo regime, una fuga degli interessati verso la pensione.

Le audizioni

Nel frattempo, ieri martedì 7 novembre 2023, le commissioni Bilancio di Senato e Camera hanno iniziato le audizioni sulla manovra. Sono state ascoltate le associazioni Confedilizia, la quale ha puntato il dito sulla stretta fiscale previsti sugli affitti brevi, proponendo, al suo posto, altri incentivi per quelli di lunga durata.

Mentre i costruttori dell’Ance hanno sottolineato come la legge di Bilancio contenga 1,9 miliardi di tasse sulla case nei prossimi tre anni. La maggioranza dell’importo, però, si rifà all’innalzamento dall’8% all’11% della ritenuta d’acconto prevista sui bonifici per le ristrutturazioni (Superbonus) a carico delle imprese del settore.

 

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