Doppio infanticidio Bergamo, la bugia di Monia sull’appuntamento con l’amica

L’ennesima bugia di Monia Bortolotti, la mamma accusata di doppio infanticidio a Bergamo. Spunta l’amica immaginaria che sarebbe dovuta arrivare a casa sua per una visita

Quel giorno in cui Mattia morì mamma Monia era da sola in casa a insaputa dei familiari. Il suo compagno Cristian Zorzi e il padre adottivo di Monia, Pietro Bortolotti, da quando il piccolo era stato dimesso dall’ospedale dopo un ricovero durato più di un mese, si preoccupavano di non lasciarla mai sola. Questa accortezza non era pensata perché la famiglia sospettava di lei, bensì perché erano preoccupati che la 27enne non reggesse il forte stress dopo il parto avvenuto poco meno di un anno dalla morte della primogenita Alice.

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Doppio infanticidio Bergamo, le indagini (@facebook) free.it

Così il 25 ottobre del 2022, giorno in cui morì Mattia, Monia aveva rassicurato sia il compagno che il padre adottivo, dicendo che un’amica stava per raggiungerla a casa e che, dunque, non c’era bisogno che rimanessero con lei. Ma l’amica non solo non si è mai palesata a casa di Monia ma nessuno ha mai trovato tracce di un appuntamento fissato, disdetto, o di un contatto telefonico o, ancora, di un messaggio.

La bugia dell’amica immaginaria: la scusa di Monia per rimanere sola con il piccolo Mattia

Il piccolo Mattia aveva appena due mesi quando morì. La sorellina Alice appena 4. La madre dei due bimbi è accusata di duplice infanticidio. Avrebbe soffocato entrambi i suoi figli perché non riusciva a sopportare il loro pianto. L’ipotesi che si sta delineando sempre più con maggiore convinzione tra gli inquirenti è che il giorno della morte del secondogenito, Mattia, Monia volesse rimanere da sola.

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doppio infanticidio Bergamo, la casa dove tutto è avvenuto (ansa) free.it

Da sabato scorso, 4 novembre, la 27enne è stata accompagnata in carcere da carabinieri della Sezione operativa della compagnia di Bergamo. In loro presenza, la donna non ha né pianto né detto una sola parola. Oggi, 7 novembre, è previsto in mattinata l’interrogatorio di garanzia con il gip Federica Gaudino. Ad assistere Monia Bortolotti è  l’avvocato Luca Bosisio che ha dichiarato le conclusioni con la Procura secondo cui il bambino è morto per “un’asfissia meccanica acuta da compressione del torace”.

Mentre per gli inquirenti sono convinti che sia stata la donna, in modo volontario, a provocare la morte del bimbo, per l’indagata fu, invece, una disgrazia. Su Facebook è la stessa donna a scrivere su un gruppo dedicato alle morti in culla, di avere involontariamente schiacciato il figlio dopo essersi addormentata. Stessa morte per l’altra figlia, Alice soffocata, secondo quanto riferisce la madre dai cuscini in culla. E anche se gli anatomopatologi non sono stati in grado di dare una risposta precisa sulla bambina, in quanto il suo cadavere riesumato era in avanzato stato di decomposizione, le contraddizioni della donna, accumunate al fatto che anche la figlia fosse sana e che quel giorno la donna era da sola in casa, hanno spinto il pm a formulare l’ulteriore contestazione.

La disperazione di papà Cristian

Alla luce dei fatti la famiglia dei due bimbi è distrutta. Il compagno di Monia nonché padre di Alice e Mattia, il 52enne Cristian Zorzi, non proferisce parola tanto è immenso il suo dolore e l’assurdità di quella storia. Chiede il silenzio ai giornalisti che hanno provato a contattarlo: “Non avete idea di che cosa si provi”.

Attonito e incredulo anche il padre di Cristian, Giovanni Zorzi che la sera dell’arresto della nuora ha detto, come riporta stamani il Corriere della Sera: “Non pensiamo sia stata lei, io non posso crederlo”. Mentre i familiari di Monia si sono chiusi in casa per non rischiare di essere ripresi.

Il 60enne Pietro Bortolotti, padre adottivo della 27enne non esce da casa sua a Gazzaniga dove abita con la sua nuova compagna. E’ molto legato alla figlia Monia a differenza della madre adottiva di Monia, la 60enne Laura Brena, con cui la ragazza non ha rapporti dopo che la donna si è separata dal marito anni fa.

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