Doppio infanticidio Bergamo, le verità non dette della madre 27enne che ha ucciso i figli

Il doppio infanticidio commesso dalla mamma 27enne in provincia di Bergamo si tinge di mezze verità non dette dalla donna, ora indagata per l’omicidio dei figli. Le parole atroci lasciate su Facebook e la disperazione del papà dei due bimbi uccisi

Monia Bortolotti aveva un abisso di oscurità dentro di sé. Alcune tracce lasciate su Facebook alla luce dei fatti accaduti, ora evidenziano lo stato mentale malato di una donna di 27 anni che ha ucciso i suoi due figli senza alcuno scrupolo. “So che non tutti possono comprendere le insicurezze abissali che si celano dietro la psiche di una persona, è evidente che io ho sbagliato tutto in tutto”.

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Doppio infanticidio. La casa in provincia di Bergamo dove la mamma 27enne ha ucciso i suoi due figli (ANSA) free.it

Gli scritti lasciati da Monia sui social sono l’ombra di un male celato, forse, per troppo tempo da 27 anni. Sin dalla sua infanzia da orfana iniziata a Calcutta, poi la sua vita proseguita da figlia adottiva di genitori perbene nella pacata Val Seriana, a Gazzaniga, successivamente da adulta come compagna di un uomo molto più maturo di lei e infine da assassina, ora in carcere, per uno dei delitti sicuramente tra i più abominevoli: avere ucciso i suoi bambini, Alice di 4 mesi e Mattia di 2. Ma dietro il duplice infanticidio cosa si nasconde? Una psiche gravemente disturbata o una mente diabolica.

Doppio infanticidio di Bergamo, le verità non dette della mamma killer

Sono oltre 200 le pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmate dal gip Federica Gaudino dove emerge l’assoluta certezza che la 27enne, per quanto irrisolta, fosse lucida e che attraverso quelle mezze verità lasciate sui social, una volta venuta a conoscenza dell’indagine sui casi inerenti le morti sospette dei suoi due figli, stesse ponendo le basi per una difesa.

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doppio infanticidio Bergamo, uno dei due figli della 27enne (ANSA) free.it

Gli inquirenti si basano proprio su queste piccole ma non trascurabili tracce lasciate sui social dalla donna per scorgere incongruenze sulla ricostruzione (fittizia) che la 27enne ha tentato di mettere insieme in una versione che apparisse il più possibile convincente a. Una realtà mistificata che nasconde mezze verità ad iniziare dai cuscini di Alice, la bimba di 4 mesi, quando, il 15 novembre del 2021, i soccorritori confermano la morte in culla della neonata. In quel caso la mamma, Monia Bortolotti, spiega di avere fatto addormentare la figlia dopo il latte e a causa di un rigurgito la bimba è soffocata.

A distanza di quasi un anno, è 25 ottobre 2022, muore anche l’altro figlio maggiore, Mattia di 2 anni. In questo secondo caso viene svolta immediatamente l’autopsia, la bimba viene riesumata e nel momento in cui la si mette di fronte ai primi sospetti, la mamma 27enne cambia versione facendo riferimento al compagno Cristian Zorzi, ad alcuni cuscini. Così il 30 agosto scorso la donna scrive sui social, come riporta oggi anche il Corriere: “La colpa è mia per averla messa a dormire di lato sui suoi cuscinotti tanto morbidi”.

Le mezze verità della 27enne

Per chi indaga sul caso, quelle parole scritte da Monia Bertolotti sono una mezza verità di quanto accaduto. L’ipotesi avanzata dagli inquirenti è che il cuscino in più sia servito alla donna per soffocare volontariamente il pianto della piccola Alice non sapendo come gestirlo e non sopportandolo. Stessa cosa vale per l’altro figlio di 2 anni, Mattia. Inizialmente la mamma afferma che aveva il bimbo nel marsupio che piangeva ed era diventato cianotico.

Poi, cambia versione e racconta che per sbaglio lo aveva schiacciato lei addormentandosi. La storia della breve vita di Mattia è, forse, più atroce di quella della sorellina Alice poiché il piccolo, venuto al mondo il 27 agosto 2022, subito dopo il primo lutto della primogenita, a metà settembre viene ricoverato. Esce dall’ospedale il 17 ottobre ma solo una settimana dopo, la mamma sola in casa con il figlioletto chiama il 118 perché Mattia non respira più. Il sospetto è che il primo ricovero del bimbo, quello di metà settembre, sia stato un primo tentativo da parte della donna di uccidere il figlio soffocandolo.

Devastato dal dolore ora è Cristian Zorzi che in questa storia ha perso i due figli e scoperta la verità più sconvolgente di tutte: ovvero che ad ucciderli è stata la compagna e mamma dei due bimbi. Come sottolinea il Corriere, l’uomo di 52 anni ha riferito: “Non ho niente da dire, è così oggi e sarà così sempre, non avete idea di che cosa si provi”.

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