Bonus Partite Iva, pronto l’assegno per sei mesi: requisiti e destinatari. Come fare domanda

Un bonus per la partita Iva grazie all’indennità denominata Iscro. A chi rivolge e come bisogna fare richiesta: tutti i dettagli sull’assegno. 

L’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa – indicata dalla sigla Iscro – è una forma di cassa integrazione per professionisti e piccole partite Iva. Il nome non è dei più congeniali, ma si tratta di uno supporto importante.

Bonus Partite Iva
Bonus Partite Iva, assegno per sei mesi che va da 250 fino al massimo di 800 euro (Immagine Rete)

La Manovra varata dal Governo guidato dalla presidente Giorgia Meloni ha deciso di intervenire sulla delicata questione, così da sistemare alcuni aspetti deficitari emersi da qualche tempo a questa parte.

A chi spetta e come richiederlo

Si tratta di una cassa integrazione per professionisti e piccole partite Iva, ovvero per coloro i quali perdono il lavoro e hanno una ricaduta economica sul proprio reddito. Con questo sistema, infatti, potranno contare per sei mesi su un assegno che va da 250 fino a 800 euro: il sussidio sarà erogato dall’Inps.

Potranno accedere al sostegno i professionisti e le partite Iva che hanno dichiarato un reddito fino a 12mila euro. Nel corso della prima sperimentazione, avvenuta durante gli anni della pandemia e in seguito con la crisi della guerra in Ucraina, il reddito era stato fissato a 8.145 euro.

Ma c’è anche un’altra novità. Per poter accedere all’aiuto bisognerà dimostrare di aver subito una perdita del proprio reddito – pari ad almeno il 70% – rispetto ai due anni precedenti.

denaro
Il bonus per le Partite Iva ha dei requisiti ben precisi: non mancano le tempistiche da rispettare (Immagine Rete)

Per la presentazione della domanda è necessario che la partita Iva sia stata aperta da almeno tre anni. Non si tratta però dell’unico paletto imposto. Per richiedere l’Iscro non si dovrà essere titolari di alcuna pensione così come non si dovrà percepire l’assegno di inclusione.

Bisognerà al contempo dimostrare di essere in regola con la contribuzione obbligatoria. In caso di chiusura della Partita Iva, invece, il pagamento potrebbe essere interrotto, recuperando le mensilità pagate in seguito alla chiusura.

Come si calcola

L’indennità è una cifra pari al 25% dei redditi, ogni sei mesi, dichiarati da Partita Iva o dal professionista nei due anni precedenti all’anno in cui è stata effettuata la domanda. L’assegno versato dall’Inps non potrà in ogni caso superare gli 800 euro mensili, così come non potrà essere inferiore ai 250 euro.

Il finanziamento dell’Iscro sarà possibile a partire dal primo gennaio 2024 con un contributo dello 0,35% sui redditi da lavoro autonomo. L’Istituto nazionale per la previdenza sociale ha previsto che l’Iscro sarà corrisposto a partire dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda. Le previsioni di relazione tecnica parlano di un beneficio che dovrebbe essere richiesto da circa 4.500 persone.

Bonus Partita Iva
Bonus Partita Iva, le novità per i contribuenti: bisogna rispettare alcuni requisiti (Immagine Rete)

Non si tratta in ogni caso dell’unica novità che riguarda le Partite Iva. Il Governo Meloni ha infatti di recente approvato il concordato preventivo biennale. Con questa misura saranno possibile per i contribuenti raggiungere un accordo in anticipo con il Fisco, per la durata di due anni, in merito ai propri redditi.

A questo proposito, inoltre, l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione delle Partite Iva una proposta di adesione entro aprile 2024 (scadenza consueta è fissata per il 15 marzo 2024). I contribuenti potranno così aderire entro luglio 2024, negli anni a seguire entro il mese di giugno.

Questo tipo di accordo riguarda contribuenti con Partita Iva che esercitano professioni, arti, esercenti d’attività d’impresa, così come chi versa imposte forfettarie e “quelli che applicano gli indici sintetici di affidabilità“, si legge.

Gestione cookie