Strage Alessandria, svolta nelle indagini: trovato il movente dello sterminio familiare

Nella strage familiare avvenuta ad Alessandria lo scorso settembre le indagini sono giunte ad una svolta decisive. Martino Benzi, l’uomo che ha sterminato la sua famiglia, aveva accumulato un grosso debito. Questa forse la causa del dramma

Da tutti conosciuto come un uomo tranquillo, riservato, sempre pacato. Martino Benzi, padre, marito e ingegnere lavorava in proprio, nello studio ricavato al terzo piano del suo appartamento in via Lombroso ad Alessandria. Ed è stato proprio lì, nelle mura domestiche che ha sterminato la sua famiglia lo scorso 28 settembre.

strage familiare
Strage familiare ad Alessandria, il killer 67enne Martino Benzi e l’appartamento dove è avvenuto lo sterminio della sua famiglia. Trovata la causa della mattanza: un debito di oltre 50mila euro con il Fisco (ansa) free.it

Martino Benzi ha sgozzato prima il figlio Matteo di appena 17 anni, poi la moglie Monica Berta di 55 anni. Uscito da casa, l’uomo si è diretto poi presso la casa di riposo dove alloggiava la suocera 78enne, Carla Schiffo e lì ha accoltellato alla gola anche lei uccidendola. Infine, si è suicidato allo stesso modo anche lui.

Una storia che ha sconvolto tutta l’Italia per l’efferatezza con cui è avvenuta e perché nessuno mai si sarebbe aspettato un simile gesto da parte di quell’uomo molto dedito alla famiglia. Un problema doveva esserci. Ed ora, a distanza di qualche mese, le indagini sono giunte a un punto si svolta sul caso. L’ingegnere Benzi aveva accumulato un grosso debito con il Fisco.

Strage Alessandria: trovato il movente dello sterminio familiare

Prima di mettere in scena l’atroce strage della sua famiglia, il 67enne Martino Benzi aveva lasciato un bigliettino, scritto a meno e trovato successivamente sulla scrivania del suo studio nell’appartamento sito al terzo piano di via Cesare Lombroso ad Alessandria. “Sono disperato, non ho più speranze e la colpa è mia”.

Carabinieri
Strage Alessandria, trovato il movente dello sterminio familiare: Martino Benzi aveva accumulato un debito con il Fisco di oltre 50 mila euro (ANSA) free.it

Le ultime parole prima di sterminare l’intera famiglia e suicidarsi. L’assassino di Alessandria aveva debiti con il fisco. Ad accertarlo sono state le indagini portate avanti dai carabinieri della compagnia di Alessandria, sotto coordinazione dalla procura Alessandrina. Dalle verifiche del cassetto fiscale intestato all’ingegnere Benzi, gli investigatori hanno appurato che l’informatico 67enne aveva accumulato un debito di oltre 50 mila euro.

Solo pochi giorni prima di uccidere a coltellate in casa la moglie e il figlio e poi la suocera ricoverata presso la Rsa “Divina Provvidenza”, l’ingegnere informatico aveva ricevuto tramite mail una cartella esattoriale con il totale delle tasse dovute negli ultimi anni. Il debito era maggiorato di tutte le more e gli interessi applicati in queste circostanze.

Le parole di Luca Benzi, fratello del killer

Intervistato all’epoca da Repubblica, Luca Benzi, fratello del killer, aveva detto: “Sapevo da tempo che doveva 30 mila euro all’agenzia delle entrate, ma li aveva rateizzati e 20mila li aveva già restituiti”. Il fratello aveva prestato l’estate scorsa mille euro a Martino. L’uomo ha poi aggiunto, riferendosi alla strage compiuta dal fratello:Se avessi una spiegazione sarebbe più facile metabolizzare questa tragedia”.

A scoprire la strage in casa quella mattina sono stati gli uomini dell’Arma dei carabinieri di Alessandria intervenuti presso la casa di riposo dove alloggiava la suocera di Benzi. L’uomo aveva lasciato un bigliettino nella tasca della sua giacca proprio indirizzata agli investigatori.

Nel messaggio era scritto l’indirizzo di casa sua e di andare a controllare perché nell’appartamento giacevano senza vita i corpi del figlio di 17 anni e della moglie di 55 anni. La donna era appena uscita da un brutto periodo in cui aveva lottato per sconfiggere la leucemia.

Gestione cookie