Studentessa francese suicida a Lecce, indagato per abusi un 19enne: tradito da un selfie

Per il suicidio di Julie, la studentessa francese trovata impiccata in casa a Lecce è stato iscritto nel registro degli indagati un 19enne brindisino. Il giovane è accusato di istigazione al suicidio e violenza sessuale. A incastrarlo un selfie

Il ragazzo di 19 anni indagato con l’accusa di istigazione al suicidio e violenza sessuale nel caso della morte della 21enne francese Julie Tronet, si difende dalle accuse dichiarando alla polizia di aver avuto un rapporto consensuale con la studentessa.

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Studentessa Erasmus morta suicida a Lecce. Un selfie incastra un 19enne di Brindisi – (@facebook) free.it

La giovane studentessa Erasmus è morta suicida il 22 ottobre nell’appartamento in cui viveva da qualche settimana a Lecce. A trovare il corpo senza vita nella sua camera il coinquilino con il quale divideva la casa. Le indagini della polizia di Stato sul caso hanno portato all’identificazione di un 19enne originario di Ceglie Messapica, paese nel Brindisino, che avrebbe abusato sessualmente di Julie proprio in quella stessa casa nel rione San Pio dove la ragazza si è poi tolta la vita.

Studentessa Erasmus morta suicida a Lecce. Un selfie incastra il presunto stupratore

Il 19enne indagato per istigazione al suicidio e violenza sessuale per la morte di Julie Tronet è stato incastrato dagli investigatori per un elemento considerato cruciale: ovvero il selfie che il ragazzo si è scattato davanti il portone d’ingresso dell’abitazione della 21enne, parrebbe, subito dopo il presunto abuso sessuale.

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Julie Tronet, morta suicida a Lecce. Le indagini (@facebook) free.it

La studentessa francese avrebbe conosciuto il suo presunto aguzzino durante una serata della movida leccese. Ma secondo il referto medico trovato vicino al diario della 21enne, Julie sarebbe stata vittima di stupro. Non ci sarebbe stato un rapporto sessuale completo tra lei e il 19enne ma, certamente, non un semplice e innocuo approccio tra ragazzi tanto da indurre la giovane a suicidarsi.

Tre giorni prima di impiccarsi Julie si sarebbe presentata al Pronto soccorso dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove i medici hanno confermato, attraverso un referto, la presunta violenza sessuale subita. La studentessa non avrebbe però denunciato il grave fatto, seppur invitata dai medici a farlo. Alle colleghe dell’Università con cui aveva più confidenza, avrebbe svelato l’abuso sessuale che il 19enne avrebbe da lei ottenuto con la forza.

L’indagato: “Rapporto consensuale”

L’indagato è stato interrogato dalla Polizia e agli investigatori avrebbe confermato il rapporto sessuale, escludendo, però, la violenza. Come riporta il Corriere della Sera, il 19enne avrebbe detto: “Il rapporto era consensuale”. Il giovane, al momento avrebbe rilasciato dichiarazioni spontanee agli agenti che indagano sul caso. Dunque, non è stato sottoposto ad interrogatorio.

Secondo quanto riferito dal suo difensore, i due ragazzi si sarebbero conosciuti la serata del 18 ottobre in uno dei locali dediti alla movida pugliese. Sempre secondo il legale, tra Julie e il 19enne non ci sarebbe stato un clima ostile e a confermare ciò anche la testimonianza di una studentessa bielorussa, amica di Julie, che avrebbe assistito all’incontro pacifico tra i due e allo scambio dei profili Instagram tra la 21enne e il 19enne in segno di amicizia.

Solo in seguito, i due giovani sarebbe saliti nell’appartamento della 21enne francese ma prima di andare via da casa di Julia il 19enne si sarebbe scattato un selfie. Nella mattinata di ieri, giovedì 26 ottobre, il medico legale Alberto Tortorella ha eseguito l’autopsia sul cadavere della studentessa. Sarebbe confermata, secondo le prime indiscrezioni, l’ipotesi di morte per “asfissia acuta” provocata da “impiccamento”.

L’indagine sul diario di Julie

La Procura di Lecce oltre ad avvalersi delle testimonianze degli amici della studentessa francese per le indagini, si sta concentrando sul diario di Julie ritrovato accanto al corpo senza vita della ragazza. In quelle pagine la 21enne affidava i suoi pensieri e forse le sue ansie, compresa quella che domenica scorsa la tormentava più di tutte, al punto tale da indurla al suicidio.

Nell’ultima pagina scritta dalla studentessa Erasamus prima di togliersi la vita, la sofferenza che esce fuori dalle parole è immensa. Un malessere psicologico intenso e drammatico. Al vaglio degli investigatori oltre al resto degli oggetti trovati nell’appartamento, soprattutto il diario della ragazza.

Le ultime parole lasciate alla famiglia prima del tragico gesto sono d’amore: “Vi amo tutti, non è colpa di nessuno, ma non ci riesco più, non riesco ad accettare ciò che mi è successo, è troppo difficile per me rimanere sola. Penso che è arrivato il momento di fermarmi qui, non ne posso più, mi dispiace mamma e papà. Non ce l’ho con nessuno perché mi avete tanto amata, ma non riesco più…”. 

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