Omicidio Serena Mollicone, al via il processo d’appello. 44 persone da sentire secondo l’accusa

Riparte davanti alla Corte d’Assise di Roma il processo di secondo grado per l’omicidio di Serena Mollicone, uccisa ad Arce, provincia di Frosinone nel 2001 a soli 18 anni. L’accusa ha chiesto di sentire 44 persone

Era il 15 luglio del 2022 quando i giudici della Corte d’Assise di Cassino avevano assolto tutti gli imputati nel processo per la morte della 18enne di Arce, Serena Mollicone. Dal maresciallo dei carabinieri Franco Mottola, il figlio Marco, la moglie Annamaria, e i carabinieri Vincenzo Quatrale e Francesco Suprano, sono stati tutti assolti dalle accuse rivolte loro, a seconda delle posizioni, dei reati di omicidio, concorso esterno in omicidio e favoreggiamento.

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Serena Mollicone: al via il processo di secondo grado davanti la corte d’Assise di Roma per l’omicidio della 18enne di Arce (free.it)

A distanza di un anno e mezzo dall’ultima sentenza, oggi prende il via il processo di secondo grado per la morte della giovane. In aula è presente solo il carabiniere Francesco Suprano. Oltre agli avvocati, all’udienza sono presenti anche Consuelo, sorella di Serena Mollicone, e lo zio paterno Antonio, fratello di Guglielmo, padre della 18enne trovata morta ammazzata nel 2001 al ciglio di una strada in periferia di Arce (Frosinone) con la testa infilata in una busta di plastica stretta al collo.

Omicidio Serena Mollicone: oggi il processo d’appello a Roma

Il signor Guglielmo Mollicone, papà della giovane vittima Serena, ha combattuto per scoprire la verità sulla tragica fine della figlia sino alla sua morte, avvenuta qualche anno fa. In aula oggi per l’inizio del processo d’appello era presente anche Maria Tuzi, la figlia del brigadiere Santino morto suicida nel 2008.

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Omicidio Serena Mollicone, al via il processo d’Appello oggi. In aula presenti gli avvocati, la sorella di Millicone e lo zio Antonio. Oltre 40 le persone che verranno ascoltate tra testimoni e periti – free.it

Il pg di Roma ha chiesto il rinnovamento dibattimentale. Così l’accusa ha avanzato la richiesta di sentire ben 44 persone tra testimoni e consulenti che, come riporta il Messaggero, secondo il rappresentante d’accusa, sono ritenuti “indispensabili” per accertare la verità dei fatti.

Il procuratore generale ha dichiarato che si “riserva di chiedere una perizia medico legale ma solo dopo l’ascolto in aula dei consulenti”. Aggiungendo: “Sollecitiamo invece da subito una perizia ingegneristica robotica”. Nel procedimento risultano imputati oltre all’ex comandante della stazione dei carabinieri di Arce, Franco Mottola, anche il figlio Marco Mottola e la moglie Anna Maria nonché i carabinieri Francesco Suprano, unica presenza stamani in aula, e Vincenzo Quatrale. Il pg ha sottolineato, secondo quanto riportato dal quotidiano: “Valutate voi se non è il caso di eseguire una perizia di ingegneria robotica sul calco del pugno di Franco Mottola fatta da un esperto da voi nominato”, in modo da confrontarlo con l’impronta sulla porta dell’alloggio della caserma dei carabinieri di Arce.

Il testimone chiave

Tra i diversi e numerosi testimoni che il pg ha chiesto di sentire nel processo d’appello per il delitto di Serena Mollicone, c’è il luogotenente Gabriele Tersigni, ex comandante della stazione dei carabinieri di Fontana Liri, (Provincia di Frosinone) a cui il brigadiere deceduto nel 2008 Santino Tuzi, aveva confidato i suoi racconti, dopo gli ultimi interrogatori avvenuti il 28 marzo e il 9 aprile sempre di quello stesso anno.

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Processo di secondo grado per l’omicidio di Serena Mollicone, uccisa nel 2001 ad Arce a soli 18 anni. L’accusa chiede di sentire oltre 40 persone tra testimoni e consulenti – AnsaFoto

L’ex comandante e luogotenente Tersigni è considerato un testimone chiave per la procura di Cassino. Il brigadiere morto suicida Tuzi avrebbe rivelato a Tersigni di aver visto la giovane 18enne Serena Mollicone entrare in caserma la mattina del 1° giugno e di non averla vista uscire con le sue gambe.

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