Pestato e investito con l’auto, grave un 19enne: aveva rimproverato degli automobilisti di andare piano

Un banale rimprovero a degli automobilisti rischia di finire in tragedia per un ragazzo 19enne, investito e pestato davanti alla fermata dei pullman da tre persone. E’ grave in ospedale

Il ragazzo di 19 anni era in attesa davanti la fermata degli autobus quando ha rimproverato tre persone a bordo di una macchina di andare piano e non sgommare. Un banale avvertimento per questioni di viabilità è stato il motivo che ha scatenato un’aggressione agghiacciante nei confronti del 19enne.

19enne picchiato
Rimprovera 3 persone di andare piano con l’auto. Investito e picchiato un 19enne (ansa) free.it

Il fatto è accaduto nel pomeriggio di ieri, domenica 24 settembre, in pieno centro ad Anzio, provincia di Roma, tra via XX Gennaio e piazza Cesare Battisti adiacente la fermata degli autobus. La giovane vittima è stata prima investita con l’utilitaria, poi picchiata. Gli agenti del Commissariato di Anzio che sono intervenuti sul luogo del fatto hanno trovato sull’asfalto, tra le numerose tracce di sangue del 19enne anche un coltello a serramanico chiuso.

19enne rimprovera automobilisti, investito e pestato da tre persone

Le persone che hanno aggredito il 19enne sarebbero tre cittadini stranieri che erano a bordo di una Panda Hybrid di colore grigio. Secondo diverse testimonianze, alla base della violenza ci sarebbe, quindi, il rimprovero del giovane nei confronti del conducente dell’automobile.

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Investito e picchiato per aver rimproverato degli automobilisti. 19enne grave in ospedale (ansa) free.it

Intorno le 17.30, infastiditi dal fatto che fossero stati rimproverati dal ragazzo, i tre aggressori hanno raggiunto la vittima in piazza Cesare Battisti per dargli una “lezione” e vendicarsi per il rimprovero ricevuto. Un testimone ancora sotto shock, come riporta il Messaggero, racconta: “Una scena che non dimenticherò dopo essere stato investito e scaraventato in terra, dalla macchina sono scesi tre uomini che hanno aggredito a calci e pugni quel ragazzo. Solo allora ho capito che era stato investito di proposito. È accaduto tutto in pochi secondi, poi c’è stata l’aggressione violenta a quel ragazzo che non ce la faceva a rialzarsi da terra e a difendersi. Dopo averlo picchiato sono poi risaliti in macchina e sono fuggiti”.

Mentre, un altro testimone che al momento dell’aggressione si trovava all’esterno di un locale nei pressi della piazza, assicura di aver visto uno dei tre impugnare un coltello. Il giovane 19enne, dopo essere stato picchiato e, forse anche accoltellato, è stato lasciato sull’asfalto in una pozza di sangue.

Il soccorso dopo l’aggressione

A soccorrere il ragazzo alcuni testimoni ma anche dei volontari dell’associazione carabinieri “Vittime di Nassyria“. Uno dei volontari ha dichiarato: “Purtroppo siamo arrivati sul posto quando tutto era finito. Il ragazzo era vigile e dolorante e insieme ad altri lo abbiamo soccorso”.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del servizio 118 che hanno trasferito in codice rosso il 19enne al pronto soccorso dell’ospedale Riuniti di Anzio e Nettuno. Oltre alla polizia del Commissariato di Anzio, sul luogo sono intervenuti anche gli agenti della polizia scientifica che hanno sequestrato il coltello a serramanico ritrovato a terra ed eseguito i primi rilievi del caso.

Sentiti in loco stati anche diversi testimoni tutti d’accordo sul fatto che gli aggressori fossero a bordo di una Panda Hibryd di colore grigio. Sono partiti immediatamente i controlli nella zona in modo da intercettare l’automobile e le tre persone autori dell’aggressione. Previste, nel corso della giornata di oggi, anche l’acquisizione dei filmati delle telecamere di sorveglianza poste sia in piazza Cesare Battisti, che nelle vie XX Settembre e via Gramsci che potrebbero aggiungere dettagli importanti alle indagini in corso. Un commerciante di zona ha dichiarato al quotidiano romano: “È sconcertante che questo episodio sia accaduto in pieno giorno e davanti a tante persone. In questa azione c’è arroganza e senso di impunità che mettono ancora più spavento del fatto stesso. C’è veramente da avere paura”.

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