Latitante della camorra arrestato, tutta colpa di un barboncino: cosa hanno scoperto i carabinieri

Nascosto in una grande villa per sfuggire alle forze dell’ordine: a tradire un latitante 64enne è stato il cagnolino della presunta amante. 

Luigi Cacciapuoti è un uomo di 64 anni, indicato dagli inquirenti come capo dell’omonimo clan camorrista, al centro di una lunga serie di accertamenti investigativi. L’uomo si nascondeva dallo scorso mese di febbraio all’interno di una villa con piscina, ora invece l’arresto.

Barboncino
Un barboncino fa arrestare un latitante di cui si erano perse le tracce da febbraio 2023, com’è avvenuto l’arresto di Luigi Cacciapuoti (Immagine Rete)

E proprio qui lo hanno trovato e arrestato mentre stava sfogliando le pagine di un giornale: leggeva un articolo sui fatti di camorra. L’arresto effettuato dai carabinieri è avvenuto a seguito di numerosi accertamenti.

Com’è stato trovato il latitante della camorra

Luigi Cacciapuoti dovrà scontare una pena di 15 anni di reclusione viste le accuse di associazione di tifo mafioso: era latitante dallo scorso mese di febbraio. Proprio le forze dell’ordine hanno monitorato social e movimenti bancari, così da individuarne il nascondiglio.

Il dettaglio della presenza di un cane non è passato inosservato, poi è bastato seguire la donna e scoprire cosa si nascondesse dietro, infine invece l’arresto di Cacciapuoti a bordo piscina.  E proprio grazie ad un dettaglio sottovalutato, infatti, sarebbe stato trovato a Varcaturo, una frazione di Giugliano (Napoli). Mancava soltanto l’ultimo tassello – nello specifico il luogo preciso in cui si nascondeva – poi l’arresto e il blocco di ogni possibile via di fuga.

Luigi Cacciapuoti arresto
Luigi Caccapuoti e il cane dell’amante: la donna è stata arrestata. Scoperto il latitante grazie ad un barboncino che si era sporto da una finestra semichiusa (ANSA)

Prima dell’operazione, infatti, sono stati bloccati i passaggi fognari, così come qualsiasi altra uscita. A tradirlo sarebbe stato in precedenza un cagnolino che si era affacciato ad una finestra semichiusa di una villa.

All’arrivo dei carabinieri, infatti, Cacciapuoti non ha potuto fare nulla per fuggire. Blitz portato a termine e nessuna possibilità di fuga. Al momento delle manette ai polsi è stato trovato sdraiato a bordo piscina mentre sfogliava un giornale. L’uomo era infatti impegnato nella lettura delle pagine di cronaca, con particolare attenzione agli eventi della camorra di Ponticelli.

Arrestata anche una donna, il commento di Piantedosi

L’uomo non ha opposto resistenza ed è stato trasferito nel carcere di Secondigliano. Arrestata Piera Luongo, proprietaria del barboncino che ha permesso di scoprire il luogo in cui si nascondeva il boss. A carico della donna pende l’accusa di favoreggiamento, procurata inosservanza di pena, tutto aggravato da metodologie mafiose. Necessario in questo caso il trasferimento presso il carcere femminile, a Pozzuoli.

Carabinieri
Carabinieri al lavoro durante i mesi d’indagine, arrestato il boss latitante Luigi Cacciapuoti (ANSA)

La notizia è stata comunicata da Matteo Piantedosi, attuale ministro dell’Interno, che si è complimentato per operazione condotta dai carabinieri in Campania. Le parole del responsabile del Viminale emergono dopo l’arresto di Cacciapuoti, l’ultimo di una lunga serie.

Proseguono gli arresti di pericolosi latitanti, frutto delle capacità operative e dell’impegno delle donne e degli uomini delle forze dell’ordine, al lavoro ogni giorno, nei più diversi scenari, per garantire la sicurezza dei cittadini e l’ordine pubblico. A tutti loro va il mio ringraziamento“, ha ribadito il ministro Piantedosi.

Luigi Cacciapuoti è considerato ai vertici dell’organizzazione camorristica, ma secondo gli inquirenti vanterebbe rapporti d’affari con federazioni come il clan dei Casalesi e i membri dell’Alleanza di Secondigliano. Il clan di Villaricca avrebbe gestito traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni e vanterebbe anche ampia disponibilità di armi. Si tratta di affari che, secondo le indagini, erano in mano ai Ferrara. Al clan di Cacciapuoti, invece, era stata affidata le vicende militari.

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