TheBorderline, durissimo commento di Anna Foglietta: “Se uccidi un bambino per sfida sei un assassino”. Dopo l’incidente la reazione dei genitori degli youtuber indigna

Dopo l’incidente mortale causato dai due youtuber TheBorderline che ha portato alla morte il piccolo Manuel Proietti di 5 anni a Roma, Anna Foglietta esprime il suo pensiero sui social. Con lei altri volti noti del mondo dello spettacolo. Nel frattempo, spuntano testimonianze shock

Nel quartiere romano di Casal Palocco ha perso la vita a soli 5 anni Manuel Proietti lo scorso mercoledì pomeriggio dopo che un Suv Lamborghini guidato da Matteo Di Pietro, youtuber e socio insieme al 21enne Leonardo della società imprenditoriale “TheBorderline srl”, si è scontrato contro la Smart su cui viaggiava il piccolo Manuel.

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TheBorderline: il post di Anna Foglietta e le frasi shock dei genitori degli youtuber (ansa) free.it

Il fatto sta indignando il web intero per la superficialità e la stupidità che porta i youtuber 20enni a mettere in pratica challenge sempre più mortali. Ad esprimere il proprio pensiero è sia la gente comune che i vip. Alessandro Gassman propone su Twitter: “Ma se si togliesse a questi trogloditi, a questo punto pericolosi per se stessi e gli altri, di guadagnare con i loro post, gli si taglierebbero le gambe e forse si salverebbero molte vite”. Poi, la cantante Noemi e tanti altri attori e attrici del mondo dello spettacolo.

TheBorderline, l’assurda stupidità dello youtuber 20enne secondo Anna Foglietta

Dopo la tragedia che ha visto la morte del piccolo Manuel Proietti, anche l’attrice Anna Foglietta dice la sua ed è d’accordo sull’involuzione che sta affliggendo le nuove generazioni, ormai convinte che per fare soldi e avere successo sui social tutto diventa lecito, perfino schiantarsi con un Suv e uccidere un bambino.

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TheBorderline, il post di Anna Foglietta (@Instagram) free.it

Come riporta anche Repubblica, l’attrice romana scrive sulla sua pagina Instagram: “Se tu a 20 anni ti affitti un Suv Lamborghini sei un c… Se tu a 20 anni fai una challenge per filmare la guida di 50 ore a bordo di un Suv Lamborghini affittato sei un super c… Se tu a 20 anni mentre fai quella challenge a bordo di un Suv Lamborghini affittato ammazzi un bambino di 5 anni sei un assassino. L’unica arma che abbiamo per contestare questo scenario fatto di vuoto totale, è la cultura. Questo schifo avviene in un momento storico dove il vuoto totale dovrebbe essere riempito dalla cultura. Come si può credere di essere un vincente solo a bordo di un Suv affittato, per poi postarlo sui social? Ma che razza di vite vivono sti ragazzi? Poveri noi”.

Su Twitter risponde anche il cantautore Ermal Meta che, allibito per la tragedia, scrive in un post: “Ma cosa sta succedendo! Abbiamo perso qualsiasi senso di realtà”. E poi sul drammatico incidente ha detto la sua anche la mamma di Luca Valdiserri, morto a 18 anni travolto da un macchina mentre passeggiava con un amico in via Cristoforo Colombo: “Dopo l’omicidio stradale di cui è stato vittima mio figlio ho detto una sola cosa: non sprecate la vostra vita, non distruggete per sempre quella altrui, di chi uccidete e di chi resta”.

Le frasi rassicuranti dei genitori degli youtuber ai figli dopo l’incidente: “E’ stata una bravata”

Alcuni testimoni del quartiere romano di Casal Palocco, subito dopo l’incidente, raccontano l’arrivo dei genitori degli youtuber sul luogo della tragedia e quello che sentono dire ai rispettivi figli è scioccante. A riportare le confessioni dei residenti oggi è Repubblica che dicono: “Abbiamo sentito che rassicuravano i figli. Gli ripetevano che era stata solo una bravata, che si sarebbe risolto tutto”.

Frasi assurde che hanno scatenato l’ira funesta dei presenti che hanno udito quelle parole.  La stessa reazione di rabbia che ha ricevuto il post di Vito Lo Iacono, un degli youtuber presente sul Suv quel pomeriggio che, dopo il fatto, su Instagram si è discolpato scrivendo: “Non c’ero io alla guida”. Una sequela di insulti e odio puro nei commenti sotto il post. Proprio lui aveva pubblicato l’ultimo video prima dell’incidente. Nel Suv era la sua voce che diceva, dopo aver lanciato la sfida pericolosa “le Smart sono macchine da 300 euro”.

Nel frattempo le indagini proseguono ma l’arresto del conducente del Suv, Matteo Di Pietro non è scattato perché la positività ai cannabinoidi non è alta, ovvero il ragazzo avrebbe potuto consumare la droga nei giorni precedenti. Intanto si va avanti per accertare se i 4 ragazzi potevano noleggiare un mezzo di quella potenza poiché il codice della strada non prevede che si guidi un’auto di una cilindrata così grande nel primo anno di patente.

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