Violenza ginnastica, si allarga lo scandalo degli abusi sulle giovani atlete. Un’ex azzurra: “Aggredivo le mie allieve perché avevo l’autostima sotto i piedi. Poi mi sono curata”.
La prima coach pentita. Il primo mea culpa dopo settimane in cui l’ambiente è stato dilaniato da una raffica di denunce di giovani atlete. 197 quelle ricevute dal team di legali dell’Associazione Change the Game che ieri ha organizzato un incontro a Roma in cui l’ex azzurra Irene Castelli ha raccontato il calvario di un finale di carriera traumatico e gli inizi del percorso di allenatrice.
Una confessione toccante in cui la rappresentante italiana dell’artistica ai Giochi di Sidney 2000 spiega che alla fine della carriera da ginnasta aveva “l’autostima sotto i piedi”. Traumatizzata “nel corpo e nella mente”, ha cominciato ad allenare trascinandosi dietro un fardello insopportabile.
Anni di dolori e rinunce: “Venivo mandata in pedana sotto antidolorifici anche quando stavo male – ricorda Castelli – e per non sottrarre tempo agli allenamenti dovevo scegliere se pranzare o andare dal fisioterapista. Le Olimpiadi non sono state un traguardo ma un incubo”, ammette.
“Ho sbagliato sapendo di sbagliare”. Un’ammissione pesante quella di Castelli che analizza, con grande dolore ma senza sconti, gli errori commessi nei confronti delle sue ragazze. Mai violenta ma “troppo aggressiva” con le sue allieve. “Perché mancavo di empatia“, ammette l’ex azzurra. E se la situazione non è precipitata, se non ha fatto loro del male è solo perché ha “realizzato la situazione” chiedendo aiuto a una psicologa che l’ha guarita.
Fortunatamente oggi grazie alla terapia “tutto è cambiato”. E grazie al lavoro che ha fatto su se stessa finalmente può aprirsi e lanciare un appello alle colleghe a cui dice: “Cercate aiuto all’esterno, accettatelo perché il rischio di provocare traumi e dolore nelle vostre bambine è forte”.
Il mondo della ginnastica aspetta risposte. Federginnastica fino ad ora non ha ancora emanato un solo provvedimento restrittivo nei confronti delle istruttrici coinvolte. Intanto l’avvocato Patrizia Pancanti annuncia che “sul fronte penale sono accertati fatti trasversali a livello nazionale su cui stanno lavorando molte procure”.
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