Massimo Ferrero torna più agguerrito che mai. Il contesto è quello di Belve: l’intervista dell’ex Patron blucerchiato fa discutere.
Massimo Ferrero non si arrende. L’aspetto di una persona che vuole rialzarsi nonostante tutto. Dentro una serie di vicende al limite del possibile, non solo sul piano giudiziario, ma anche sotto quello umano. Tra i tifosi della Sampdoria c’è maretta, l’ex Presidente nel mirino: colpevole, secondo loro, di aver lasciato una società allo sbando. L’unica alternativa è la cessione.
Dovrebbero pensarci gli sceicchi, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il “Viperetta”. Produttore cinematografico che intende ritornare all’attacco, anzi non ha mai finito. Le proprie ragioni sono semplici: “Datemi una seconda possibilità”, ma non è una preghiera. I toni dalla Fagnani, a Belve, sono quelli di un uomo che sa il fatto suo: spavalderia di base per coprire una forte insicurezza tradita nel momento in cui si tocca l’argomento processi. Lì la belva diventa lui. Si scaglia addosso alla Fagnani.
“Sta dicendo un sacco di c*****e”, poi la pretesa di averla vinta. La diatriba sulla liberatoria. Uno spettacolo a cui tutti vogliono assistere, ma che nessuno giustifica. In ultima istanza l’attacco ai tifosi della Samp: “Io non sono stato capito solo perchè ho detto che l’inno della Roma è più bello di quello della Samp. Non ho detto scusate tanto e da allora sono cominciati i problemi con la piazza. I tifosi, però, non sono i padroni dei club. Venissero a lavorare“.
La tifoseria incassa il colpo, ma non sta a guardare: le risposte per le rime non mancano sui social. Giurano che c’è dell’altro per cui Ferrero dovrebbe pagare e lavorare. I tifosi lo ritengono il principale responsabile della crisi Samp: non credono più neanche alle parole “Torno e la salvo”. Probabilmente Ferrero voleva solo salvare la faccia, a Belve ci è riuscito a metà.
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