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Cronaca

Suore indagate per violenza e aggressione su minori: un arresto | Cosa è successo

Published by
Luigia Luciani

Minori in attesa di affidamento o adozione, bisognosi di attenzione, che invece subiscono violenze. E’ accaduto in un istituto religioso di Santa Maria della Provvidenza di Casamicciola; 4 suore indagate. Una è finita in carcere. 

La definiscono un’operazione “senza precedenti” quella coordinata dal procuratore aggiunto Raffaele Falcone (sezione fasce deboli) e la cui fase investigativa è stata affidata ai carabinieri della compagnia di ischia.

Suore indagate per violenze su minori, una arrestata. Foto repertorio Ansa

E in effetti la vicenda che stiamo per raccontare ha dell’incredibile: violenza, minori, suore. 3 Elementi che non dovrebbero mai coesistere e che invece sono stati purtroppo alla base di un fatto di cronaca accaduto all’interno dell‘istituto religioso Santa Maria della Provvidenza di Casamicciola Terme, nell’isola di Ischia.

Suore indagate per maltrattamenti, una arrestata a Pozzuoli. Accuse di lesioni e violenza

Maltrattamenti, lesioni e violenza privata in concorso con le aggravanti di abusare della condizione di inferiorità fisica e psichica determinata dall’età delle vittime, nonchè di commettere i reati all’interno di un istituto di educazione e formazione. Queste le pesanti accuse a carico di 4 religiose, 4 suore, attualmente indagate. Una, la madre superiora è finita addirittura in carcere a Pozzuoli. Le altre invece non possono dimorare in Campania.

Ma come si sono svolti i fatti? Quando è scattata l’operazione dei militari dell’Arma? Come sono state appurate le violenze commesse dalle religiose? Chi ha fatto in modo che fortunatamente questi maltrattamenti venissero a galla? Partiamo dalla risposta all’ultimo interrogativo: gli episodi incriminati sono stati immortalati da una giovane ospite dell’istituto religioso, una ragazzina come tante, che è riuscita nell’intento di riprendere alcune scene violente senza farsi scoprire.

Perchè, proprio per evitare che schiaffi alla nuca, calci, tirate di capelli e ciabatte sulle mani venissero riprese e diffuse, le suore avevano l’abitudine di togliere il cellulare ai piccoli che avrebbero dovuto accudire, e che evidentemente diventano soltanto oggetto delle loro torture.

Suore indagate per violenza sui minori. Una in carcere a Pozzuoli, Indagini dei carabinieri. Foto repertorio Ansa

In uno di questi video la scena ripresa è all’interno della mensa dell’istituto. La suora se la prende con un bimbo di appena 4 anni: gli tira schiaffi e più volte lo afferra per i capelli. Il piccolo ovviamente non capisce e subisce, scoppia a piangere. In suo aiuto arriva il fratello “più grande”.

Anche lui ha però soltanto 8 anni. Aver preso le difese del fratello gli vale un violento schiaffo, che gli provoca la fuoriuscita di sangue dal naso. Immagini che lasciano senza senza parole, scioccanti. L’autrice delle violenze è proprio la madre superiora, una suora malgascia di 50 anni. E’ lei ad essere finita dietro le sbarre a Pozzuoli.

Suore indagate per maltrattamenti su minori: in un video le prove delle violenze

Quel video, girato da una ragazzina evidentemente stufa di vedere e subire, ha consentito ai carabinieri di avviare la fase investigativa. C’era la necessita di provare che il fatto appena raccontato non fosse isolato. Sono state così montate telecamere nascoste e microfoni. Le piccole vittime delle violenze sono state ascoltate in modalità protetta.

In questo modo è stato possibile identificare le responsabili delle violenze: la madre superiora, come detto, che dirige anche l’istituto e le altre suore che si occupavano della mensa e del doposcuola.

La violenza resta tale sempre. La violenza è sempre da condannare, ma l‘Istituto religioso Santa Maria della Provvidenza è un luogo in cui si ospitano minori già in profonda difficolta. Bambini e bambine in attesa di trovare una famiglia in affido o in adozione. Piccoli che hanno già sofferto tanto e che avrebbero avuto solo bisogno di essere rassicurati, protetti e possibilmente amati e voluti.

L’istituto accoglieva, dietro pagamento, anche ospiti esterni. Ecco basta pensare a tutto, ciò per comprendere fino in fondo  l’eccezionalità  di un’operazione che nessuno avrebbe mai voluto eseguire o raccontare.

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