Morte Elisabetta II, Silvia Cassamagnaghi (storica) a Free.it | “Finisce un’era. Carlo III non remissivo e incolore”

La morte della regina Elisabetta II ieri ha messo fine a un’epoca. Non solo nel Regno Unito e nei Paesi del Commonwealth. La notizia del suo decesso ha colpito tutto il mondo perché lei, la Quinn per eccellenza, era entrata nell’immaginario collettivo di tanti. Forse di tutti. Anche di chi non lo hai mai ammesso. La domanda che tutti si fanno è come succederà ora nel Regno Unito? Che tipo di re sarà Carlo III. A Free.it Silvia Cassamagnaghi, docente di storia contemporanea all’Università Statale di Milano.

Tutto il mondo in queste ore sta commemorando la regina Elisabetta II. Basti pensare che la maggior parte dei politici del mondo è nata che lei era già Elisabetta II, sul trono di una delle monarchie più longeve d’Europa. Dalla Russia alla Cina, nelle ambasciate inglesi c’è chi lascia un fiore per lei e magari versa anche una lacrima. Perché la regina, icona pop per eccellenza, era una certezza. Quasi come fosse immortale. E invece ieri, Elisabetta II ha lasciato lo scettro a suo figlio. Il nuovo re. Come la stanno vivendo gli inglesi? A Free.it Silvia Cassamagnaghi, docente di storia contemporanea all’Università Statale di Milano.

Morte Elisabetta II, Silvia Cassamagnaghi
Morte Elisabetta II, Silvia Cassamagnaghi (storica) a Free.it | “Finisce un’era. Carlo III non remissivo e incolore”

Cosa rappresenta per il Regno Unito la morte della regina Elisabetta II?

Rappresenta una cesura con il passato. Con un lunghissimo passato, con tutto il secolo scorso. Molti, infatti, in queste ore hanno detto che con la morte di Elisabetta II si chiude definitivamente il ‘900. E un po’ è vero. E viene a mancare un simbolo che, nel bene e nel male, è stato sempre presente e forte nella vita degli inglesi negli ultimi 70. Da quanto nel 1952 è salita al trono. Elisabetta è diventata un simbolo tanto forte che è entrata prepotentemente anche nella cultura popolare. Al di là dei gadget, la regina è stata una figura che è stata saccheggiata da artisti, musicisti. Basti pensare ai sex pistols, a Endy Wharrol. Consapevole di questo, la regina è stata capace di interpretare sé stessa in molte scenette diventate iconiche.

È un merito che le va riconosciuto. Nonostante fosse una signora di una certa età fortemente legata alla tradizione, all’etichetta, ha capito e ha saputo interpretare le istanze più recenti. Utilizzando anche molto bene i media e social media. Tant’è vero che noi tutti ci ricordiamo la sua apparizione nello sketch con James Bond in occasione dell’inaugurazione dei giochi olimpici di Londra 2012. In occasione del giubileo, ha girato un dolcissimo spot che è diventato virale. Per cui viene meno un simbolo ma credo anche che venga meno una di famiglia”.

Adesso con Carlo III la storia prosegue o è una cesura talmente forte che è un po’ come ricominciare da capo?

“Prima di tutto c’è da dire che non è un nome molto utilizzato dai regnanti inglesi, non ricorre spesso. E, inoltre, ai primi due non è andata benissimo. Carlo I, per dire, è stato decapitato. È un nome che si pensa porti un po’ di sfortuna ma buon per lui che non bada a queste sciocchezze. Sicuramente quello di Carlo III sarà un regno molto diverso. Non mi sento di fare delle previsioni, c’è da dire, però, che Carlo ha sicuramente ereditato dalla madre. Sicuramente un gran senso del dovere, al di là poi delle scelte personali e di vita privata che possono essere o non essere discutibili.

Morte Elisabetta II, Silvia Cassamagnaghi (storica) a Free.it | “Carlo si è preparato tutta la vita, è stato ecologista ante litteram”

Rispetto al dovere di cui è stato investito fin da piccolissimo, Carlo si è preparato tutta la vita. E al di là del fatto che finora è stato considerato una figura un po’ marginale, anche un po’ schiacciato dalla figura omnicomprensiva di Elisabetta. È un uomo molto intelligente, molto colto, con tanti interessi. Si è da sempre occupato di ecologia. E’ stato un ambientalista ante-litteram quando nessuno capiva l’emergenza climatica e lo deridevano. Lui, invece, ha capito in anticipo il problema e questa è una dote importantissima per un regnante. In più, già negli ultimi tempi ha dimostrato di non essere così remissivo, incolore, come di solito lo si dipinge”.

Morte Elisabetta II, Silvia Cassamagnaghi (storica) a Free.it | “Finisce un’era. Carlo III non remissivo e incolore”

In che modo, a cosa si riferisce?

“All’inizio dell’estate, per esempio, ha fatto una cosa insolita per i reali. Anzi, raramente esprimono giudizi sull’operato del governo avendo un potere discrezionale molto limitato rispetto alle volontà del parlamento e del primo ministro. Tuttavia, qualche mese fa, si è espresso pubblicamente e molto duramente con Boris Johnson. E contro la sua politica migratoria che voleva deportare in Ruanda i richiedenti asilo. Per cui, stiamo a vedere cosa farà Carlo”.

Secondo lei Camilla sarà amata come regina?

“Camilla soffre da sempre il confronto con Diana. Però sicuramente, a questo punto, sarà una figura importante al fianco del re. Molto più di quanto avrebbe potuto essere lady Diana. Il problema tra Carlo e Diana è esploso proprio perché, in nome della tradizione, la ditta, come la chiamava Diana, cioè la famiglia reale, ha scelto la ragion di stato. Non era una libera e consapevole unione per Carlo. In altri tempi Diana sarebbe rimasta una figurina infelice sullo sfondo. In quel periodo, invece, dove le cose cambiavano così velocemente, giustamente Diana si è ribellata.

Forse la regina ancora non aveva capito che era il 1981 non era più l’epoca per fare scelte così tradizionaliste. La liberazione sessuale, l’emancipazione, la moda… Diana, pubblicamente, ha esposto le proprie istanze. E forse ha fatto quello che qualunque altra donna avrebbe fatto nelle stesse circostanze.

“Camilla sarà figura più marginale, però…”

Ha a messo fine che era qualcosa di anacronistico e sbagliato nel rapporto tra lei e Carlo. Camilla sarà una figura più marginale rispetto a quella che avrebbe potuto essere quella di una regina consorte, ma una grande risorsa per Carlo”.

Morte Elisabetta II
“Camilla sarà figura più marginale, però…”

Spesso si diceva che Carlo avrebbe abdicato per lasciare subito il regno a William. Questa ipotesi sembra tramontata. Secondo lei, questo intermezzo tra Elisabetta e il nipote sarà importante o solo un passaggio anonimo?

“Non ho la sfera di cristallo. Diciamo che se Carlo ha ereditato la longevità dei Windsor, avrà comunque davanti a se un po’ di anni per regnare. E per dimostrare quello che vale, prima di cedere il passo a suo figlio. Essere più popolari dal punto di vista mediatico, non significa essere necessariamente migliori dal punto di vista gestionale. Quanto bravo sarà Carlo ce lo dirà solo il tempo”.