Ha fatto guidare il motoscafo al bambino incitandolo nonostante il piccolo confermasse di “non vedere bene”. Il video girato da un padre e pubblicato sui social è diventato virale. Una nuova “moda” da denunciare subito
Sta spopolando sempre più sui social come se fosse una nuova “moda” lanciata dai papà quella di filmare i propri figli minorenni mentre guidano un motoscafo e postare il video su TikTok.
L’ultimo video diventato virale è quello di un papà che riprende il figlio, un bambino piccolo, con il proprio cellulare mentre quest’ultimo guida l’imbarcazione. Non è il primo caso che si registra sulle coste della Campania. Un nuovo trend che dovrebbe essere denunciato alle autorità e fermato per l’incolumità dei bambini (e non solo).
Oltre i limiti della decenza e anche di più. Quello che sta accadendo in Campania non è un singolo caso registrato di irresponsabilità genitoriale. Sono già tre i padri che, da inizio estate ad oggi, hanno pubblicato video dei propri figli minori che guidano imbarcazioni private.
L’ultima prodezza filmata è stata quella di un papà, il consigliere regionale della Campania Francesco Emilio Borrelli che, in compagnia del figlio di 5 anni incita quest’ultimo a guidare il motoscafo con tanto di filmino da pubblicare poi sui social.
Ciò che fa rabbrividire, se questo non bastasse, è quello che si ode nel video. Ovvero, il piccolo pilota dice al padre: “Non vedo, non vedo” e il papà irresponsabile, invece di prendere il timone in mano, incita il piccolo con frasi d’incoraggiamento:
“Vedi, vedi. Vai capitano, sei il più forte! E io sono il tuo marinaio”.
Il video sembra essere stato girato presumibilmente nel golfo di Napoli e non è il solo filmato che gira sui social. Si tratta infatti del terzo episodio di questo tipo verificatosi in Campania, ed ogni volta i papà hanno girato video diventati virali dopo la pubblicazione.
Le parole del consigliere regionale, come riporta anche Open, sono dure: “di fronte a questi episodi l’unica cosa da fare è capire chi sono i protagonisti e segnalare agli assistenti sociali il caso in modo da appurare se i minori coinvolti non vengano obbligati anche in altri contesti a tenere comportamenti pericolosi per la loro incolumità per il solo divertimento degli adulti”.
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