Uccise sette anziani in Rsa: ergastolo all’infermiere killer | Ricostruzione agghiacciante

Un uomo è stato condannato all’ergastolo nonostante l’innocenza da sempre professata: morti sospette per diversi anziani in una Rsa. 

Riconosciuto colpevole per 7 su 8 casi di omicidio, nonché altri 4 tentati omicidi per cui era accusato. Per l’uomo di 59 anni penderebbe anche l’aggravante di aver commesso tutto ciò mediante psicofarmaci e insulina.

Anziani uccisi in Rsa, morti sospette e condanna per l'infermiere
Uccise sette anziani in Rsa: ergastolo all’infermiere killer | Ricostruzione agghiacciante

L’uomo si è da sempre professato innocente, nonostante le varie accuse a suo carico, adesso è giunta però la decisione che cambia tutto. Il 59enne ha ricevuto una condanna da parte della Corte d’Assise di Macerata. Le accuse a suo carico sono gravissime.

Anziani morti in Rsa, infermiere condannato | La decisione dei giudici

Condannato all’ergastolo Leopoldo Wick, uomo di 59 anni accusato di aver compiuto otto omicidi premeditati e quattro tentati omicidi. Gli episodi risalgono al periodo fra il 2017 e il 2018 all’interno della Rsa di Offida. Morti sospette che nella residenza sanitaria per anziani avrebbero fatto scattare le opportune verifiche.

Anziani morti in Rsa
Anziani morti in Rsa, infermiere condannato | La decisione dei giudici (Immagine Rete)

La Corte di Assise ha condannato l’uomo, con tanto di aggravante per l’utilizzo di metodologie quali psicofarmaci e somministrazione di insulina. Ancora da quantificare nelle opportune sedi il risarcimento, ma intanto è stata disposta una provvisionale per le parti civili al centro della tragedia. I giudici hanno scelto l’isolamento diurno per l’infermiere assolto per altri tre tentati omicidi e per un delitto. Una decisione giunta dopo accertamenti su decine di morti sospette avvenute all’interno della struttura per anziani della Rsa di Offida, in provincia di Ascoli Piceno.

Le ipotesi dell’accusa sulle morti nelle Rsa

Wick avrebbe somministrato psicofarmaci, insulina e altre sostanze con dosaggio superiore rispetto alla solita terapia. Il decesso dei pazienti è avvenuto a causa di presunte controindicazioni. Sono in tutto 46 le parti civili e riguardano congiunti degli anziani morti e parenti delle persone decedute. La difesa aveva chiesto l’assoluzione dell’imputato, l’accusa ne aveva invece chiesto la condanna all’ergastolo. La vicenda è veramente raccapricciante e non mancano nuovi dettagli.

A parlare è Umberto Monti, procuratore di Ascoli Piceno, intervenuto con i cronisti dopo la sentenza. “Credo sia una sentenza giusta e rispetto alle assoluzioni. Il nostro ufficio aveva chiesto condanne con alcune derubricazioni e probabilmente faremo appello. Leggeremo con attenzione e rispetto la sentenza. Non c’è soddisfazione nel fatto che sia punito qualcuno, ma la riteniamo una sentenza giusta, al termine di un processo molto complesso, e che rende giustizia anche alle parti offese“, ha commentato Monti.

La difesa annuncia ricorso, il commento

Ancora non si conoscono le motivazioni, da depositare entro 90 giorni dalla sentenza, ma la difesa dell’infermiere Leopoldo Wick ha già annunciato ricorso. L’uomo dovrà difendersi dall’accusa di sette omicidi premeditati e di un tentato omicidio. “In questi giorni ci siamo riletti le carte del processo. Non abbiamo rilevato alcun elemento a sostegno dell’ipotesi di responsabilità del nostro assistito rispetto alle accuse mosse contro di lui dalla procura di Ascoli. È una sentenza del tutto inaspettata, non mi viene altro da dire“, ha commentato Francesco Voltattorni dopo la lettura della sentenza.