Guerra Ucraina, Vladimir Lisin sbotta contro Putin: “Nessuna amicizia” | L’affarista più ricco di Russia si ribella

Vladimir Lisin si ribella a Putin, le parole dell’oligarca russo contro la guerra: “L’invasione dell’Ucraina fa male agli affari”.

Un patrimonio netto stimato di 29,8 miliardi di dollari. Vladimir Lisin nel 2021 nella classifica di Forbes era 59esimo in tutto il mondo. Attualmente è l’uomo più ricco di Russia, ma non è stato sanzionato.

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Vladimir Lisin, sbotta contro Putin: “Nessuna amicizia” | L’affarista più ricco di Russia si smarca dallo Zar

L’oligarca russo, che si trova in Italia per assistere alla Coppa del Mondo di tiro al volo, disciplina di cui è grande appassionato, ha rilasciato dichiarazioni durissime nei confronti del Presidente russo Vladimir Putin esprimendo tutta la sua contrarietà verso alla guerra un Ucraina. Non capisco perché Putin abbia voluto invadere l’Ucraina, e dal punto di vista del business credo sia stato un fatto negativo”, ha spiegato all’ANSA. “Non sono un politico ma un uomo d’affari che è contro la guerra e le distruzioni. Putin? Non siamo amici, ma semplici conoscenti. E chiariamo una cosa: mi sono messo in affari prima che lui salisse al potere, e da lui non ho ricevuto favori, aggiunge Lisin.

Oligarchi contro Putin, sanzioni e patrimoni congelati | Anche Vladimir Lisin si oppone allo Zar

Presidente e azionista di maggioranza di Novolipetsk, una delle quattro maggiori società siderurgiche in Russia, Lisin non è l’unico oligarca a schierarsi apertamente contro l’invasione dell’Ucraina.

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Oligarchi contro Putin, sanzioni e patrimoni congelati | Anche Lisin si oppone allo Zar

Già in precedenza, il fondatore di Alfa Bank, la più grande banca privata russa, Mikhail Fridman si era espresso duramente contro la guerra voluta da Putin. A fianco di Fridman si era schierato anche Oleg Deripaska, che ha costruito la sua fortuna operando nel settore delle materie prime. Deripaska aveva chiesto la fine della guerra in un post su Telegram: “Il mondo è molto importante! I negoziati devono iniziare il prima possibile!”, ha scritto.

Insomma, gli oligarchi russi, da settimane nel mirino dell’Unione europea e degli Stati Uniti iniziano a mostrare i primi segni di insofferenza. I patrimoni congelati e le sanzioni imposte cominciano a farsi sentire, a ciò si aggiungano le banche sospese dal sistema dei pagamenti Swift e il blocco dell’export verso Mosca di nuove tecnologie e attrezzature industriali. I paperoni di Mosca iniziano a costituire una prima fronda d’opposizione alla decisione di Putin di invadere l’Ucraina. Qualcuno inizia a prendere posizione, altri per il momento nicchiano per paura di ritorsioni. La guerra comincia a pesare anche sulle loro casse.