Guerra Ucraina, fiamme nel deposito munizioni russo a Belgorod | Putin si vendica sul gas

La guerra in Ucraina non passa soltanto dal conflitto sul campo: le conseguenze sono immediate e aumentano la tensione anche sul suolo ucraino. Cosa è accaduto e quali sono le ultime novità.

Diverse esplosioni e fiamme hanno circondato un deposito di munizioni in una cittadina russa al confine con l’Ucraina. Di fatto Vladimir Putin ha invece esordito con una novità giunta a distanza di giorni dal preavviso. La scelta è ufficiale e non mancano le polemiche in tal senso.

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Guerra Ucraina, fiamme nel deposito di munizioni russo | La mossa di Putin (Immagine Rete)

Il conflitto bellico avviene sul campo e anche sul fronte economico dove le tensioni di certo non mancano. La Russia ha intenzione di bloccare diversi aspetti dell’economia, ma l’Ucraina non cede e chiede l’invio di nuove armi alla Nato per fronteggiare il nemico.

Guerra Ucraina, la mossa della Russia con il gas | La decisione è ufficiale

Intanto Gazprom ha annunciato di aver sospeso le consegne di gas per Bulgaria e Polonia dalla giornata di mercoledì 27 aprile 2022. “Il 26 aprile 2022, Gazprom ha informato (la società polacca del gas) PGNiG della sua intenzione di sospendere completamente le consegne ai sensi del contratto Yamal“, ha affermato la società polacca in un comunicato stampa. Il provvedimento partirà da mercoledì 27 aprile 2022 e arriva dopo il mancato pagamento in rubli, così come richiesto in precedenza.

Le case polacche e l’economia sono garantite per le forniture di gas. Abbiamo le riserve e le fonti di approvvigionamento necessarie per proteggere la nostra sicurezza. Da anni siamo effettivamente indipendenti dalla Russia“, ha dichiarato il ministro del Clima Anna Moskwa parlando dello stop alle forniture per la Polonia. Stessa decisione per la Bulgaria.

Ucraina, attacco a deposito munizioni in Russia | Le parole di Zelensky

Sono due le novità sul conflitto bellico. La prima è che un deposito di munizioni è stato bombardato in Russia, a seguire altro raid sull’isola dei Serpenti dove Vladimir Putin ha posizionato i missili Stena-10. Le tensioni non mancano con la Nato e così i colloqui fra la Russia e il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres non sono andati a buon fine.

Diverse esplosioni avvertite nella cittadina russa di Belgorod, proprio al confine con l’Ucraina, mentre un deposito vicino al villaggio Staraya Nelidovka avrebbe subito ingenti danni: non ci sarebbe alcun civile ferito.

Sulla questione del conflitto è come sempre intervenuto il presidente ucraino con un video. Il governatore di Kiev ha nuovamente accusato i russi sulla questione delle minacce nucleari. “Dopo tutto quello che l’esercito russo ha fatto nella zona di Chernobyl e nella centrale nucleare di Zaporizhzhia. Nessuno al mondo può sentirsi al sicuro sapendo quante centrali nucleari, armi nucleari e tecnologie correlate possiede lo stato russo. Se la Russia ha dimenticato cos’è Chernobyl, significa che è necessario il controllo globale sulle centrali nucleari e sulla tecnologia nucleare della Russia“, ha dichiarato Zelensky in un videomessaggio.