Agguato in strada, giovane ucciso da 8 colpi di pistola | Ipotesi esecuzione tra cla

Si segue la pista di una faida tra clan, sul delitto del 25enne con precedenti penali, freddato da 8 colpi di pistola per la strada. Si teme una recrudescenza di agguati a sfondo camorristico.

È stato un sabato santo di sangue, con l’uccisione di un venticinquenne con precedenti penali, colpito per strada da 8 colpi di pistola. Panico tra la gente che ha assistito all’esecuzione. Indaga la Dda.

Agguato in strada, giovane ucciso da 8 colpi di pistola

La dinamica dell’omicidio del venticinquenne, somiglia a quella di tanti altri avvenuti  nell’ultimo anno, che hanno la firma di una faida tra clan. La folla del sabato santo, gli chalet tipici partenopei davanti allo stadio Maradona nel quartiere di Fuorigrotta, a Napoli, pieni di ragazzi. In lontananza una Fiat 500 grigia che corre a folle velocità mentre il guidatore suona il clacson. Dietro, uno scooter con due uomini in sella con caschi integrali. Il passeggero ha una pistola e spara otto colpi che non lasciano scampo ad Enrico Marmoreo. 

L’auto che stava guidando, con cui cercava i scappare, si schianta contro altre macchine parcheggiate e la gente intorno comincia ad urlare. Scoppia il panico e il fuggi fuggi, con la consapevolezza dei presenti di essere testimoni di un agguato di camorra. Questo è quanto avvenuto ieri notte a Napoli. A morire sotto i colpi di una pistola calibro 9, Enrico Marmoreo, 25 anni, precedenti per reati di droga, che abitava poco distante dal luogo in cui ha perso la vita.

Agguato in strada, giovane ucciso da 8 colpi di pistola, indaga la Dda

Non sembra esserci pace, anzi è da un anno che nel napoletano c’è una recrudescenza di una faida che non sembra avere fine, fatta di agguati e ritorsioni questo l’ultimo episodio.

Agguato in strada, giovane ucciso da 8 colpi di pistola

Dopo la sparatoria sono accorsi sul posto i carabinieri della compagnia di Bagnoli che hanno fatto i primi rilievi. Intervenuta anche la Dda di Napoli, perché l’agguato è da inquadrare nella faida scoppiata già da un anno, che ha già provocato quattro morti, e che coinvolge i Bianco-Baratto contro gli Iadonosi che a loro volta tirano in ballo gli interessi dei clan del Rione Traino e di Secondigliano. Una guerra a tutto campo e che come i contrasti tra clan di Napoli, mette in gioco più cosche di diversi quartieri, anche distanti chilometri gli uni dagli altri. Momenti di grande tensione quando sul posto sono arrivati i familiari della giovane vittima, ed è stato necessario l’intervento dei carabinieri.

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Si teme quindi che questo non sia l’utimo episodio criminale della zona. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire la vicenda con l’ausilio degli impianti di videosorveglianza dell’area a ridosso degli spogliatoi dello stadio. Ed e’ tra quelle immagini che gli investigatori cercano per trovare elementi sulla dinamica e le responsabilità dell’agguato, oltre che nella vita della vittima, arrestata nel 2015 perché trovata in possesso di una grande quantità di droga.