Renata Voracova shock, la tennista ospite nello stesso hotel di Djokovic: “E’ come una prigione”

È un vero e proprio grido d’aiuto quello lanciato dalla tennista Renata Voracova, rinchiusa nello stesso hotel di Novak Djokovic a Melbourne. “Sono prigioniera” ha rivelato ai media cechi.

Renata Voracova nello stesso hotel di Djokovic, l’appello “E’ come una prigione”

È chiusa da giorni la tennista Renata Voracova, nello stesso Park Hotel, dove a poche camere di distanza “alloggia” Novak Djokovic, anche lui in isolamento insieme a dozzine di richiedenti asilo. “Sono chiusa in una stanza e non posso andare da nessuna parte. La mia finestra è bloccata e non posso aprirla neanche di pochi centimetri“. Ha detto la tennista a Idnes.cz.

Colpiscono molto le sue parole quando racconta: “Ci sono guardie dappertutto, anche sotto la finestra, come se io volessi calarmi sotto. Anche quando mi portano da mangiare c’è una guardia in corridoio a cui devo fare rapporto,  e sembra come se fossi in prigione” dice la Varcova.

Renata Voracova shock, vuole lasciare l’Australia. Le denunce del cibo con vermi e muffa

Renata Voracova denuncia le condizioni dell’hotel a Melbourne dove è bloccata. Lo stesso albergo di Djokovic

La situazione non è semplice, e al contrario di Djokovic che ha iniziato un vero e proprio pugno di ferro con le autorità australiane, la Varcova non vede l’ora di poter lasciare il Paese e non giocherà Anche lei ringrazia le numerose persone che si sono assiepate sotto l’hotel in sostegno suo e di Djokovic, e ricorda come non è stata trovata vaccinata solo per mancanza di tempo, non di volontà.

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La sua detenzione, così come quella di Djokovic, hanno acceso un faro importante sulle decine di rifugiati stipati nell’hotel. Alcuni di loro hanno denunciato di trattamenti disumani, hanno affermato di aver ricevuto cibo con vermi e muffa. “Sono fiducioso” ha detto il richiedente asilo iraniano Hossein Latifi. “Molte persone sono venute a conoscenza delle nostre condizioni di vita grazie alla detenzione di Djokovic e della Varcova” conclude.

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