Quirinale, Nadia Urbinati a Free.it. “Si rischia virata presidenzialista. Nessuna chance per una donna…”

Ormai la data c’è. Il 24 gennaio ci sarà la prima chiama per l’elezione del Presidente della Repubblica. Entro quel giorno, dunque, i giochi dovranno esser fatti, a meno che l’obiettivo dei partiti non sia arrivare fino all’ultima chiama. Per ora è ancora tutto fumoso. Al quotidiano online Free.it Nadia Urbinati, politologa e docente di scienze politiche alla Columbia University di New York.

Quirinale, Nadia Urbinati a Free.it. “Si rischia virata presidenzialista. Nessun chance per una donna…”

E’ arrivata ufficialmente la convocazione per l’elezione del Presidente della Repubblica. Il presidente della Camera Roberto Fico ha riunito il Parlamento in seduta comune per il 24 gennaio alle ore 15. Prima chiama per la votazione del nuovo inquilino del Colle. Restano, dunque, venti giorni esatti per decidere chi candidare…Al quotidiano online Free.it Nadia Urbinati, politologa e docente di scienze politiche alla Columbia University di New York.

Come la vede questa corsa al Quirinale?

“Beh, per il momento non c’è nessuna corsa. Le corse hanno bisogno di candidati e finora ancora non ce ne sono stati ufficialmente. Quindi, la corsa ancora non c’è. I partiti devono ancora decidere come posizionarsi, cosa fare. E siccome sono inconcludenti e anche molto incapaci, ritengo che fino al 24 gennaio, quando incominceranno le chiame, non capiremo”.

I parlamentari temono che con l’elezione del Presidente della Repubblica, possa cadere il governo. Cosa ne pensa?

“Il rischio di cui parlano i partiti è un poco sciocco. Prima di tutto perché se ci fossero elezioni anticipate, questo rientrerebbe nelle normali procedure di una democrazia parlamentare. E la nostra democrazia parlamentare prevede lo scioglimento anticipato delle camere, non vedo nessun rischio”.

Lei però un rischio lo vede….

“Ci sarebbe un rischio se, invece, ci fosse una virata non normativizzata verso un presidenzialismo tecno-populista . Io vedo più questo come rischio che non quello di andare a elezioni anticipate, cosa che tra l’altro nessun partito, a parte uno, mi pare voglia correre ora. Se anche cadesse il governo, non sarebbe così grave quanto invece scegliere un Presidente della Repubblica con l’intento di assegnarsi un potere ben superiore a quello che un Presidente ha”.

Si fa sempre più forte l’appello ha eleggere un Presidente della Repubblica donna, che chance ci sono? 

Realisticamente parlando, questo parlamento è così mediocre e la sua classe di politici è così concentrata su sé stessi, benché abbiano così poco da offrire al mondo, non credo che abbiano nessun coraggio a creare una condizione di novità. Come una donna al Quirinale. Sono pavidi, sono incapaci di scelte e sono mediocri, quindi non sceglieranno una donna. Le donne eleggibili ci sono. Noi ora non le vediamo neppure perché sono talmente in ombra o sbeffeggiate per cui sembra che non esistano. Ci sono eccome. Il fatto è che non verrà eletta.

Secondo lei ci sono profili idonei?

“Non ci sarà una Presidente della Repubblica. L’Italia è un Paese molto conservatore e la sua classe dirigente non ha nemmeno il coraggio di sparigliare la propria incapacità di scegliere. Ci sono tantissime donne in Italia che avrebbero capacità, caratura e profilo adatto. Anche perché non è necessario che sia una parlamentare, è sufficiente che abbia cinquanta anni e ci sono migliaia di donne che potrebbero farlo.”

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Quirinale, Nadia Urbinati a Free.it. “Berlusconi? Non voglio pensare che…”

Quirinale, Nadia Urbinati a Free.it. “Berlusconi? Non voglio pensare che…”

Su Berlusconi al Quirinale, cosa dice?

“Non credo che sia possibile. Berlusconi è condannato, non ha la fedina penale pulita, non credo che possa essere Presidente della Repubblica. Se accadesse davvero, sarebbe il più grande schiaffo anche all’immagine del nostro Paese. Io vivo all’estero ed è stato così difficile essere italiane e difendersi durante il governo di Berlusconi. Così ridicolo, mediocre e imbarazzante. Per cui non voglio nemmeno pensare che questi signori di Montecitorio e Palazzo Madama possa consentire una cosa del genere”.

Nel mondo, in particolare in Europa, Mario Draghi è una garanzia e non vorrebbero che lasciasse il governo. Quanto, dal suo osservatorio esterno, potrebbe pesare questo nella decisione per il Quirinale?

“Credo che Draghi sia certamente una garanzia. Conoscono il suo rigore e la sua sintonia con le politiche economiche dell’Unione, quindi preferirebbero che rimanesse al suo posto di capo del governo. Il problema è che il nostro Paese entrerà tra un paio d’anni, in una morsa di debito enorme. E prima o poi questi debiti andranno pagati. Ora, Draghi se ne andrà via prima. O con la sua elezioni al Quirinale, o comunque nel 2023, con la fine naturale della legislazione.

In ogni caso i nostri problemi rimarranno tutti e saranno grossi. Quanto Draghi possa rassicurarci? Al Quirinale non molto. Perché il nostro è un sistema parlamentare, non è che il Presidente hanno potere di governo. Io capisco che l’Europa voglia Draghi sino alla conclusione del governo, anche per portare avanti il Pnrr che ha contribuito a fare. E ci piacerebbe che contribuisca anche ad attuarlo e non lo lasci ad altri”.

 

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