Gettoni telefonici, se ne avete qualcuno controllate: quanto valgono oggi

È dal 2021 che non si usano più, ma i gettoni telefonici che per decenni hanno connesso persone, oltre ad un valore affettivo, ne hanno uno reale, soprattutto ora che sono fuori corso. Ecco quanto valgono.

Gettoni telefonici
Gettoni telefonici, il loro vero valore (Foto rete)

Il primo esemplare di gettone telefonico fu coniato nel 1927 dalla Stipel, ma potevano essere usati solo alla Fiera Campionaria di Milano. Erano realizzati in una lega fatta di rame, nichel e zinco. Bisognerà aspettare il 1945 per vedere i primi gettoni con le scanalature da poter usare poi in ogni telefono pubblico. Un ulteriore passo avanti nel 1959, quando queste monete telefoniche (la curiosità è che i gettoni non sono mai stati coniati dalla zecca, ma sono sempre stati accettati da tutti come denaro), assunsero l’immagine che tutti noi ricordiamo e che è rimasta poi fino al 2001.

Un’altra curiosità è che all’inizio esistevano 3 tipi di gettoni a secondo della distanza della chiamata da fare. Il tipo A fino a 3 km, il B tra i 3 e i 10 Km, e il tipo E oltre i 10 km. Ovviamente parlando di valore quello della Stipel del 1927 rappresenta, per chi lo possiede, un piccolo tesoro. Deve avere la scritta S.T.I.P.E.L. e l’incisione di una cornetta da un lato e la scritta “Società telefonica interegionale piemontese e Lombarda” dall’altro.

Importante vicino alla data l’incisione V, dell’epoca fascista. Per chi lo possiede (in perfette condizioni ovviamente) il valore varia dai 30 ai 40 euro l’uno. Ma può arrivare fino a 100 se sono presenti piccoli errori di conio, come la mancanza di un puntino o di una sigla.

LEGGI ANCHE >> Gaza, ESCLUSIVO Free.it: bombardamenti nella notte, rappresaglia di Israele contro razzi di Hamas | VIDEO

Gettoni telefonici, il loro valore per chi li possiede

Gettoni telefonici
Gettoni telefonici, il loro vero valore attuale (Foto rete)

Coniato nel 1928 dall’officina Timo di Bologna, chi possiede questo gettone con la sigla “TIMO” e in basso “Anno VI” da un lato, e l’incisione “Telefoni Italia – Media Orientale” dall’altro, ha un valore tra le mani che si aggira dai 100 ai 200 euro l’uno. Nel 1932 fu coniato il gettone Telve. Considerato rarissimo è realizzato in ottone, deve avere una scanalatura a destra con l’incisione “Società telefonica delle Venezie” da un lato, e dall’altra un combinatore telefonico. Il valore si aggira sui 250 euro l’uno.

C’è poi il gettone del 1934 identico in entrambi i lati, una vera e propria moneta senza scanalatura, con la scritta “Società esercizi telefonici” il suo valore, se ben conservato, va dai 70 ai 180 euro. Andando avanti nel 1935 venne coniato dalla Teti di Roma, un gettone considerato ora raro. Fatto di una lega di alluminio, è di color argento diverso dal colore rame degli altri. Ha la scritta Teti da un lato, e il compositore telefonico dall’altro. Il valore si aggira dai 20 ai 200 euro a pezzo, solo se ben conservato.

LEGGI AMCHE >> Omelia No vax in chiesa, parroco contestato: fedeli abbandonano la messa

Gettoni telefonici, il valore di quelli più recenti

Gettoni
Gettoni telefonici, il loro vero valore (Foto rete)

Nel 1959 vennero poi coniati i gettoni che tutti ricordiamo usati fino al 2021. Nonostante l’ampia diffusione, anche tra questi possono esserci dei veri e proprio gioielli. Coniati nello stabilimento E.S.M di Milano i primi esemplari erano numerati con la sigla 5909 che rappresenta l’anno e il mese di conio. Dall’aprile 1972 e fino al 1980, per differenziare la propria produzione da quella dei concorrenti, la E.S.M. cominciò ad imprimere il proprio marchio sui gettoni.

Attualmente tra i collezionisti un gettone ha un valore solo se in perfette condizioni e con una particolare data o sigla. Quelli con inciso 7502, 7706, 7803, 7901, 8011 possono arrivare fino a 15 euro, mentre quelli con la sigla 6504, 7110, 7304, 7412, 7704 valgono fino a 50 euro l’uno.