Via libera dall’assemblea di Palazzo Madama al decreto di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il governo aveva posto la questione di fiducia.
Il Pnrr è stato approvato anche in Senato, concludendo così il suo iter parlamentare. A votare a favore del provvedimento 229 eletti a Palazzo Madama, 28 invece i voti contrari. Nessun astenuto. Sul decreto attuativo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che prevedeva anche una parte sulla prevenzione dell’infiltrazione mafiosa, l’esecutivo aveva posto la fiducia.
Nel provvedimento è previsto il credito d’imposta per le imprese del settore turistico, ricettivo e fieristico, finalizzato a progetti di digitalizzazione e in materia edilizia. Viene velocizzato l’iter rispetto agli investimenti nel settore ferroviario, con la riduzione dei tempi della Valutazione Ambientale Strategica. Sono stanziati 18,4 milioni di euro fino al 2023 per l’Agenzia Industrie Difesa. Vengono poi introdotte possibilità di rateizzare le bollette energetiche e multe per titolari di imprese che non accettano pagamenti elettronici.
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“Questo è solo l’inizio di un lungo processo“, ha affermato il Presidente del Consiglio Mario Draghi aprendo poco dopo la cabina di regia sul Recovery Plan. “C’è bisogno di un impegno quotidiano fino al 2026. Aver conseguito i 51 obiettivi previsti dal Piano è importante, ma non è il momento di adagiarsi per l’obiettivo raggiunto“, ha aggiunto l’ex presidente della Banca Centrale Europea.
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“L’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è una sfida decisiva per il Paese, da cui dipende la nostra credibilità nei confronti dei cittadini e dei nostri partner“, ha sottolineato Draghi. “Mi auguro che tutti i soggetti coinvolti possano contribuire alla sua realizzazione con rapidità, efficienza, onestà“, ha poi aggiunto.
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