Parole molto dure quelle di Fiammetta Borsellino nei confronti del Consiglio Superiore della Magistratura. La figlia del giudice palermitano ha parlato in occasione di un evento sul tema dell’Antimafia.
“Il Csm fu omissivo riguardo la stagione delle stragi del 1992“. E’ molto duro l’attacco di Fiammetta Borsellino al Consiglio Superiore della Magistratura. “L’Antimafia non deve essere il trampolino di lancio per le carriere dei magistrati“, ha aggiunto la figlia del giudice deceduto il 19 Luglio 1992 in via D’Amelio. Quella strage “è ancora una ferita che sanguina“, ha sottolineato la Borsellino.
Le parole della figlia del giudice sono arrivate nell’ambito dell’iniziativa ‘Ripensare la mafia, ricostruire l’Antimafia’, organizzata da Claudio Fava. All’evento hanno partecipato Rosy Bindi, Armando Spataro e monsignor Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, oltre al neo Procuratore di Roma Francesco Lo Voi, finora a capo del pool di Palermo.
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La Borsellino però ha omaggiato il lavoro altre istituzioni. “Devo ringraziare la Commissione regionale Antimafia perché ha dato uno sguardo molto attento a quello che è stata la terribile stagione delle stragi del ’92 e, in particolare, su quella di via d’Amelio“, ha spiegato.
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La Commissione presieduta dallo stesso Claudio Fava, per la Borsellino “ha concluso il suo lavoro con ben due relazioni, una in particolare sul più grande depistaggio nonché sul più grave errore giudiziario del nostro Paese e una seconda, sul terribile clima, all’interno della Procura di Palermo, retta da Pietro Giammanco, peraltro mai sentito dalla magistratura e su tutti i soggetti esterni a Cosa nostra, parimenti interessati alle stragi“, ha concluso la figlia del giudice palermitano.
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