Costretti a lavorare per 300 euro al mese, i dipendenti della Dhl di Orio al Serio dopo le proteste in aeroporto scelgono piazza Duomo a Milano per manifestare. Da parte dell’azienda, dicono, non c’è l’intenzione di aprire alcun tavolo.
Mentre prosegue il presidio fuori dai cancelli di Dhl a Orio al Serio, alcuni lavoratori hanno raggiunto Piazza del Duomo a Milano e si sono incatenati come dei pacchi sotto uno degli Alberi di Natale più famosi di Italia.
“La nostra azienda ci tratta come dei pacchi. Ci taglieranno le ore di lavoro e ci sposteranno a Brescia senza nemmeno prevedere una navetta dall’aeroporto di Orio al Serio, dove per contratto siamo stati assunti”. Sono rabbia e preoccupazione serrano al gola a Nicola, assunto da Dhl nel 2009, sposato con due figli e – finora – quello che definisce “un buono stipendio”. Se però il colosso dei trasporti darà seguito ai tagli previsti “in tasca se va bene ci rimarranno 300 euro al mese. Come facciamo a campare così? Forse Dhl vuole portarci al licenziamento, perchè con questi stipendi lavorare per loro non sarà sostenibile…”
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La protesta è stata messa in atto Milano, durante la manifestazione regionale indetta da Cgil e Uil, per denunciare la loro complicità con i vertici aziendali di DHL Express.Da giorni va avanti la protesta contro l’accordo siglato dalle segreterie provinciali e rigettato dalla maggioranza dei lavoratori e dalla stessa Rsu confederale.
Un accordo che prevede la chiusura dell‘hub bergamasco e la delocalizzazione dei lavoratori a metà orario e metà salario, senza il supporto di un pullman aziendale per limitare spese e inquinamento. Il timore è che adesso Dhl punterà a reperire personale “giovane e magari sottopagato, assunto grazie alle agenzie interinali”, denunciano i lavoratori.
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Di fronte alle proteste “Dhl non ha fatto niente, non ci ha nemmeno risposto”, racconta Nicola. “Ieri avevamo un tavolo in Prefettura a Bergamo e l’azienda, che fattura miliardi e nell’ultimo anno è perfino cresciuta, non si è nemmeno presentata”, raccontano ancora i lavoratori in piazza Duomo.
“La totale chiusura da parte di Dhl di aprire un confronto con chi rappresentanta la maggioranza dei lavoratori non ci sconforta, anzi ci spinge a denunciare con maggior vigore la natura arrogante di una multinazionale che punta ad aumentare i propri profitti calpestando i diritti e la dignità di chi lavora”, aggiunge Riccardo Germani di Adl Cobas, che fin dal primo momento ha affiancato i dipendenti Dhl dell’aeroporto di Orio al Serio. Di certo per loro sarà un Natale difficile.
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