Dopo aver deciso di collaborare con la commissione del Congresso americano che sta indagando sui fatti del 6 gennaio scorso, Meadows adesso ha deciso di non testimoniare più.
Attraverso i suoi legali ha fatto sapere di non voler più cooperare. Meadows aveva trovato un accordo con la commissione e aveva deciso di essere ascoltato, diventando così il testimone più vicino all’ex presidente americano. I suoi legali, adesso, spiegano che l’atteggiamento della commissione ha reso la cooperazione impossibile.
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Secondo l’ex capo dello staff della Casa Bianca non sarebbero stati rispettati gli accordi presi tra le parti.
“Abbiamo accettato di fornire migliaia di pagine di documenti e Mark Meadows era disposto a comparire volontariamente per una deposizione per rispondere a domande su questioni non relative al privilegio esecutivo. Ora le azioni della commissione hanno reso insostenibile una sua partecipazione”. Ha detto il legale dell’ex capo dello staff della Casa Bianca, George Terwilliger.
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L’ex presidente Donald Trump e molti dei suoi alleati continuano ad insistere sul fatto che eserciteranno il privilegio esecutivo per resistere a qualsiasi cooperazione con la commissione della Camera.
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