Variante Sudafricana, Prof. Farcomeni a Free.it: “Evidenze non buone, massima attenzione”

La nuova variante la N.1.1.529 ribattezzata “Nu”, sta preoccupando molto gli scienziati di tutto il mondo. Italia, Gran Bretagna, Germania e Israele hanno sospeso i voli da sette paesi dell’Africa. Il timore è quello di una contagiosità molto al di sopra delle altre varianti di questa quarta ondata. Per comprendere meglio di cosa si tratta, in ESCLUSIVA al quotidiano online Free.it , il professor Alessio Farcomeni, ordinario di Statistica dell’Università di Tor Vergata. Creatore del gruppo di ricerca StatGroup-19, spiega la situazione ad oggi.  

Variante Sudafricana
Variante Sudafricana, parla il prof Farcomeni creatore dello StatGroup-19

Sulla variante Sudafricana in queste ore si stanno concentrando gli studi degli esperti per capire davvero la portata del virus proveniente da un continente così problematico per l’assenza dei vaccini. Il primo caso in Israele, il secondo in Belgio, hanno messo in allarme anche i paesi dell’Unione Europea. Ci sono già stati i primi provvedimenti restrittivi. Allo studio l’enorme velocità di mutazioni di questa variante rispetto alle precedenti. In ESCLUSIVA al quotidiano online Free.it , il professor Alessio Farcomeni, ordinario di Statistica dell’Università di Tor Vergata e creatore del gruppo di ricerca StatGroup-19, riassume il momento. Il suo pool di lavoro è formato da cinque professori di statistica e da ricercatori: spagnoli, israeliani, norvegesi e scozzesi, esperti di previsioni della curva pandemica. 

Professor Farcomeni al momento non si parla d’altro che della nuova variante Sudafricana, può chiarirci le idee?

“La nuova variante la  N.1.1.529  ribattezzata “Nu”, è una variante che si è originata in Botswana. Al momento parliamo di pochi casi al giorno, tra l’altro a quelle latitudini sta iniziando l’estate quindi non è una fase pericolosa per la diffusione. Però le prime evidenze non sono per niente buone. È già presente in quattro paesi tra cui il Sudafrica, da cui arriva il maggior numero di casi, ma è stata già trovata anche ad Hong Kong”.

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Variante Sudafricana, Farcomeni a Free.it: “Più contagiosa della Delta”

Variante Sudafricana
Variante Sudafricana, il professor Farcomeni spiega cos’è

Quanto è pericolosa? 

“Sembrerebbe più contagiosa della Delta, quindi estremamente contagiosa. A causa dell’altro numero di mutazioni, sembra che sia in grado di eludere la difesa immunitaria sia da guarigione che da vaccino, in maniera più importante della Delta. Però chiariamo che stiamo parlando di non evidenze sul campo, ci basiamo solo dell’alto numero di mutazioni in più, oltre 32. Quello di cui non si sa assolutamente nulla, è se sia più o meno pericolosa della Delta”.

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Dobbiamo cominciare a preoccuparci?

“Non ci sono evidenze al momento per farlo o meno. Questo perché potrebbe finalmente essere arrivata una mutazione che è sì contagiosa, ma di fatto può dare sintomi che rimangono nelle alte vie aeree e quindi simile ad un raffreddore. Chiaramente speriamo sia così ma come già detto non possiamo saperlo, visto che è stata trovata per la prima volta l’11 novembre, quindi va attentamente monitorata”.

Al momento cosa possiamo fare? Il vaccino è utile?

“La cosa più saggia sarebbe quella di chiudere subito l’accesso ai voli e ai viaggiatori provenienti dall’equatore in sotto per il continente africano, e dall’area del Sud Est Asiatico, cosa che Francia e Gran Bretagna hanno iniziato a fare almeno per i voli dal Sudafrica. Per il resto dobbiamo solo sequenziare e sperare che non ci faccia rimpiangere la Delta. Il vaccino è assolutamente consigliabile, perché al momento dobbiamo combattere la diffusione del virus e la doppia vaccinazione per chi non l’ha mai fatto, e il richiamo per chi può farlo è la scelta migliore”. 

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