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Attentato Liverpool, novità sull’ordigno esploso: il capo della Polizia si espone

Published by
Andrea Desideri

Attentato Liverpool, novità sulle indagini riguardanti l’esplosione al “Liverpool Women’s Hospital”. Gli aggiornamenti della Polizia.

Attentato Liverpool, novità sulle indagini – Free.it

Attentato Liverpool, continuano le indagini per capire come si è svolta l’azione dell’attentatore. Rappresaglia che è costata la vita a 4 persone davanti al Liverpool Women’s Hospital. Mentre emergono sempre nuovi dettagli sull’esecutore della strage, tale Emad Al Swealmeen, il fratello dell’uomo racconta la situazione travagliata che Enzo (soprannome dell’attentatore) stava vivendo nel Regno Unito fra richieste d’asilo e possibilità negate.

Nel frattempo vengono portati alla luce nuovi elementi sul tipo d’ordigno che ha causato l’esplosione del taxi davanti la struttura ospedaliera: “C’è ancora molto da fare sul dispositivo – chiarisce il capo della Polizia Russ Jackson – ma abbiamo determinato per cosa l’uomo lo abbia inventato”.

Dettagli rilevanti che compongono un puzzle in grado di chiarire ulteriori aspetti in quella che resta una vicenda sempre più intricata. Solo le autorità possono mettere un punto alla sofferenza di una comunità.

Attentato Liverpool, sviluppi sull’ordigno: com’era fatta la bomba

Attentato a Liverpool e la polizia sul luogo dell’esplosione – Free.it

Nella fattispecie, si tratterebbe di un esplosivo fatto in casa, chiariscono le autorità, basato su dei cuscinetti a sfera che, essendo attaccati, avrebbero agito come schegge. “Se fosse esploso in circostanze diverse, ci sarebbero state conseguenze più gravi”, ammette Jackson che si ritiene comunque soddisfatto dei passi avanti nell’indagine: “Molto abbiamo fatto grazie all’aiuto dei cittadini che tanto fanno ogni volta con le segnalazioni”.

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In conclusione Jackson fa un appello all’opinione pubblica: “Se volete aiutarci – spiega – evitate le segnalazioni social. Sono questioni delicate che potrebbero mettere a rischio la vostra incolumità”. Il metodo suggerito resta quello di segnalare eventi preoccupanti o ritenuti rischiosi alla Polizia, ma in via riservata, attraverso hotline specifiche: canali utilizzati per l’antiterrorismo. I social media possono essere un’arma a doppio taglio, specialmente a causa della tracciabilità.

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