Mostravano con gioia su TikTok banconote una dopo l’altra. Peccato che in quei video ci fossero fondi destinati a reali beneficiari di sussidi statali. Reddito di Cittadinanza sottratto da un gruppo di italiani e rumeni che si era specializzato in truffe ai danni dell’Inps.
Il video in cui esponevano la loro ‘ricchezza’ su TikTok non è piaciuto a molti, in particolare a chi con sussidi statali come Reddito di Emergenza e Reddito di Cittadinanza riesce ad arrivare alla fine del mese. Ma è uno degli elementi che ha confermato le ipotesi della Procura di Milano rispetto alle attività truffaldine di 16 persone di nazionalità italiana e rumena. Queste inoltravano decine di richieste di sussidi statali all’Inps, tramite intermediari compiacenti. E attraverso l’operato di questi ultimi, riscuotevano decine di migliaia di euro, sottratti di fatto a chi ne aveva davvero bisogno.
Alcuni elementi fanno riflettere anche sulla leggerezza nei controlli. Secondo le false dichiarazioni presentate da patronato e Caf, a Milano, nei quartieri della periferia nord, erano registrate residenti migliaia di persone rumene, mai state in Italia che ricevevano i sussidi. Per fare qualche esempio, ben 518 al civico 3 di piazzale Selinunte, 287 in via degli Apuli 5, 212 in viale Aretusa 1. Numeri ovviamente senza alcuna logica.
LEGGI ANCHE >> Roma, deragliamenti e linee interrotte: cosa resta della rete tranviaria
I sedici sono ora accusati di associazione a delinquere finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche, oltre che di estorsione e truffa aggravata. Si tratta di una vera e propria maxi-truffa, che ha portato ben 9.158 persone ad appropriarsi di circa 20 milioni di euro tra quelli stanziati per gli interventi di sostegno alle povertà.
Per ottenere i sussidi, i truffatori avevano sfruttato anche l’identità di persone decedute – al cui conto corrente però erano comunque in preparazione i bonifici -, di persone interessate da ordini di custodia cautelare, ma anche di persone iscritte in maniera fraudolenta alle Anagrafi. A scoprire la truffa le indagini guidate dal pm Paolo Storari, e l’azione della Guardia di Finanza di Cremona e Novara.
LEGGI ANCHE >> No Green pass Milano, cortei vietati in piazza Duomo: le nuove regole
Fatti che chiamano in causa l’operato non solo degli enti deputati a inoltrare le richieste di sussidio, il compiacente Caf del Movimento Cristiani Lavoratori (Mcl) e l’altrettanto disponibile patronato Sias. Ma anche dell’Inps, responsabile evidentemente di mancati controlli approfonditi. Nell’ambito della truffa agiva anche un’agenzia che, attraverso l’operato di funzionari minacciati o corrotti, avrebbe emesso circa 200 codici fiscali legati all’Agenzia delle Entrate di Barletta su cui farsi addebitare le cifre richieste.
Il Prime Day offre un'occasione rara per acquistare l'Apple Studio Display con uno sconto di…
Antonella Clerici, stanca del caldo estivo, esprime sui social il suo desiderio di inverno e…
Nilufar Addati, ex tronista e influencer, rivela la sua cotta per Marracash e l'apprezzamento per…
Jennifer Lopez condivide il suo viaggio di autoscoperta e guarigione dopo la rottura con Ben…
"Overland" su Rai 3 riparte per la seconda tappa del trentennale, guidando gli spettatori in…
Harry e Meghan potrebbero fare un ritorno sorpresa in patria, un gesto di pace verso…