Un risarcimento da 626 milioni di dollari per una delle peggiori crisi sanitarie degli Stati Uniti. Un giudice federale ha condannato, tra gli altri, il Michigan a pagare migliaia di vittime della crisi dell’acqua al piombo di Flint.
La vicenda ha portato anche all’incriminazione dell’ex governatore del Michigan Rick Snyder, accusato di aver ignorato i rischi di usare l’acqua non depurata del fiume Flint. L’obiettivo era risparmiare sui costi di fornitura idrica, tutto questo a scapito della salute pubblica dei residenti della ex cittadina industriale.
Il risarcimento, che in minima parte sarà pagato anche dalla città di Flint e da una società di ingegneria, andrà principalmente a persone che erano bambini al momento della crisi idrica. Saranno risarciti anche gli adulti che potranno dimostrare che le loro malattie sono state causate da avvelenamento da piombo.
“L’accordo raggiunto è un risultato notevole per diverse ragioni, tra tutte che stabilisce un programma completo di compensazione e una tempistica coerente per ogni partecipante“, ha affermato il giudice distrettuale degli Stati Uniti Judith Levy nella sua sentenza.
La tragedia di Flint è diventata un simbolo di ingiustizia sociale negli Stati Uniti. L’acqua acida e inquinata del fiume ha corroso i tubi, esponendo i residenti all’avvelenamento da piombo. All’epoca a Flint vivevano circa 20.000 bambini. Diverse persone sono morte a causa della malattia del legionario, un’infezione causata dalla contaminazione iniziale dell’acqua.
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