Messaggi, vocali pieni di insulti, telefonate mute. Un trentenne ha perseguitato per mesi sua moglie. Nonostante a suo carico di fossero già misure restrittive. La nuova denuncia ha convinto il tribunale. Ora è agli arresti domiciliari.
Non sono bastate misure restrittive come divieto di avvicinamento e il divieto di comunicazioni, con qualunque mezzo. L’uomo ha continuato a perseguitare la moglie, invalida al 100% e ha minacciarla di morte. E per questo è finito adesso agli arresti domiciliari. E’ accaduto a San Paolo d’Enza, piccolo comune a pochi passi da Reggio Emilia.
Il marito della donna era sottoposto a severe misure restrittive imposte dal Tribunale di Reggio Emilia lo scorso gennaio. Ma l’uomo, un trentenne, non ha mai smesso di mandare messaggi intimidatori e ingiuriosi. Ha ripreso a fare telefonate mute o anonime ma sempre piene di insulti.
La donna, allora, ha sporto ancora denuncia e il tribunale ha deciso di applicare la misura ancora più restrittiva: gli arresti domiciliari. I Carabinieri di San Paolo d’Enza hanno notificato la disposizione.
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In questo modo, la donna dovrebbe essere più protetta e sentirsi maggiormente al sicuro. Era dal 2015 che subiva dal marito violenze fisiche e psicologiche ed era più volte finita in ospedale.
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