Andranno all’asta diversi beni e cimeli appartenuti allo storico numero 10 argentino. Lo comunica il quotidiano argentino Olè. Via alle contrattazioni previsto per metà dicembre, mentre si preparano commemorazioni per l’anniversario della scomparsa.
Saranno messi all’asta, intorno a metà dicembre, numerosi beni appartenuti a uno dei calciatori più forti di tutti i tempi, Diego Armando Maradona. Tra questi spiccano due case di proprietà del “Diez” a Buenos Aires e Mar del Plata, tre auto – due Hyundai e una Bmw – e tantissimi altri oggetti. In particolare, maglie autografate, tra cui alcune griffate da firme e dediche di campioni come El Kun Aguero, Hristo Stoichkov, Rivelino, Carlos Tevez e Marke Hamsik. All’asta andranno inoltre diversi libri anch’essi autografati, alcuni orologi, un umidificatore per sigari cubani e persino una caffettiera.
Tra gli oggetti più strani, ci sono 13 palline firmate da un artista colombiano di nome Mr.Bling. Una di esse, in argento, riporta la frase “La palla non si sporca”, la firma di Diego Armando Maradona e il numero 1986. Ovvero l’anno in cui l’ex giocatore del Napoli trascinò l’Argentina alla vittoria nel mondiale messicano. Altre sono invece dedicate alle squadre dove Maradona ha trascorso la maggior parte della sua carriera, ovvero Boca Juniors, Barcellona e Napoli.
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Maradona è scomparso lo scorso 25 novembre 2020, lasciando cinque figli: Dalma, Giannina, Diego Junior, Jana e Dieguito. L’obiettivo dell’asta è destinare il ricavato proprio ai cinque figli del Pibe de Oro, suoi unici eredi diretti.
Intanto, in vista dell’anniversario della morte, fioccano le commemorazioni del campione. Il presidente argentino Alberto Fernandez ha dichiarato “patrimonio storico nazionale” la prima casa dove visse Maradona, a Villa Fiorito. Ci saranno brevi stop al decimo minuti delle prossime giornate di campionato del paese sudamericano.
Non si fermano inoltre le indagini sulla causa del decesso del Pibe. La commissione medica nominata dalla magistratura ha stabilito che “le circostanze che hanno portato al decesso di Maradona potevano essere evitate”. Sono sette le persone accusate a vario titolo di omicidio colposo, tra cui il neurochirurgo Leopoldo Luque.
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