Ciro Grillo e i tre amici, scelgono il rito ordinario. Ecco perché

In caso di rinvio a giudizio, Ciro Grillo e gli altri tre suoi amici accusati di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una studentessa Italo-norvegese, sceglieranno il rito ordinario.  

Beppe Grillo si era scagliato in difesa del figlio, dopo l’accusa di violenza di gruppo in cui era stato coinvolto

La decisione verrà comunicata nelle prossime ore al Giudice dell’udienza preliminare di Tempio Pausania, ma è ormai certo, come riportato dall’Ansa, che Ciro Grillo e gli altri tre suoi amici, accusati di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una studentessa norvegese nel 2018, in caso di rinvio a giudizio, sceglieranno il rito ordinario.

La notizia è arrivata all’Ansa da una fonte vicina ai ragazzi, che in caso di condanna rischiano fino a 12 anni di reclusione. La decisione ancora da confermare, ma ci sono pochi dubbi in proposito, è stata presa dai legali dei ragazzi dopo molte riunioni per concordare una strategia comune da intraprendere.

Cosa è successo quella sera a casa di Grillo?

In caso di rinvio a giudizio, gli avvocati di Ciro Grillo e degli altri ragazzi coinvolti, sceglieranno il rito ordinario.

Nonostante il fatto sia accaduto nel 2018, soltanto in seguito si è venuti a conoscenza di cosa fosse successo la sera del 17 luglio nella casa di Beppe Grillo in Sardegna. Dopo aver conosciuto in discoteca due ragazze, Ciro Grillo e altri tre suoi amici, le avrebbero invitate a trascorrere la serata nella casa di proprietà del fondatore del M5s. E lì sarebbe avvenuta la violenza.

“Stupro di gruppo”, che avrebbe riguardato solo una delle due ragazze, mentre all’altra che dormiva su un divano, da quanto emerge da alcuni video e foto, i ragazzi avrebbero soltanto poggiato i genitali sul viso. L’indagine, dopo la denuncia di una delle due giovani, venne chiusa per la prima volta nel novembre del 2020, un anno e mezzo dopo la denuncia, per poi essere riaperta e chiusa dopo poco, con la richiesta di rinvio a giudizio per violenza sessuale di gruppo.

I ragazzi coinvolti si sono sempre dichiarati estranei ai fatti, parlando di “sesso consenziente”, ma la vicenda è diventata oggetto di grande interesse, soprattutto dopo il video di difesa di Beppe Grillo, nei confronti del figlio, in cui minimizzava l’accaduto considerandolo una ragazzata. Tra poco si conoscerà quindi la strategia che gli avvocati dei ragazzi coinvolti avranno deciso di attuare, in ogni caso la vicenda continua ad essere molto seguita da parte dell’opinione pubblica.