Eutanasia legale, consegnate le firme per il Referendum

Consegnate oggi in Cassazione più di un milione firme raccolte, in tre mesi, per il Referendum sull’eutanasia legale. Una campagna da record, una mobilitazione di volontari e cittadini senza precedenti. A cui non hanno risposto però i leader delle principali formazioni politiche.

Eutanasia legale, Marco Cappato

Nel giorno della consegna del milione e 200mila firme per chiedere il Referendum sull’eutanasia legale arriva l’affondo di Marco Cappato. Il tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni durante il comizio in Piazza Cavour a Roma, prima del deposito delle sottoscrizioni, non ha risparmiato una dura critica verso il sistema politico nostrano. “Firme raccolte nel silenzio dei capi dei grandi partiti. Spero che la politica si renda conto. Il Referendum è uno strumento per aiutare i partiti a riprendere contatto con la realtà sociale e con le persone. La politica dei partiti è autoreferenziale”, ha commentato.

Marco Cappato ha poi spiegato come la politica debba considerare il Referendum sull’Eutanasia Legale come l’occasione per occuparsi di una tematica che riguarda da vicino le persone: “Non è tempo di giochini ma di rispettare la democrazia che non è fatta solo di marketing elettorale”, ha precisato.

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Referendum sull’Eutanasia Legale, il dolore di chi aspetta

Marco Cappato, incontri per Referendum Eutanasia Legale

Oltre un milione e duecentomila cittadini italiani chiedono che finalmente si possa decidere di non dover più imporre contro la volontà del malato la sofferenza come una tortura insopportabile. “Bisogna poter scegliere tra l’eutanasia clandestina che c’è già in Italia e quella legale fatta di regole, responsabilità, conoscenza, ovviamente assistenza per chi vuole vivere e rispetto della decisione di chi non lo vuole più”, ha dichiarato Cappato.

La dura lotta per la legge sull’eutanasia legale non sembra ancora volgere al termine ma le firme consegnate oggi in Cassazione rappresentano una svolta decisiva dopo quarant’anni di proposte rimaste lettera morta e tentativi del Parlamento mai troppo convincenti. Si attende per la metà di gennaio il giudizio di ammissibilità della Corte Costituzionale. In caso di risposta affermativa il Referendum si terrà tra il 15 aprile e il 15 giugno 2022.