La detassazione delle tredicesime in pagamento a dicembre non ci sarà: nulla da fare per pensionati e dipendenti. Cosa è previsto e qual è la novità principale.
Niente da fare per la detassazione della tredicesima di dicembre 2023. Ad anticipare la notizia è stato il Corriere della Sera che ha parlato dei numeri relativi al provvedimento. Per il momento è stata messa da parte l’aliquota al 15%.
Conti alla mano, infatti, con i 3,2 miliardi guadagnati si potranno adeguare le pensioni, i costi sull’immigrazione e le retribuzioni dei dipendenti pubblici. Entro il 2023 dovrebbe arrivare la conferma dell’aumento (1,5%) sugli stipendi degli statali: il totale è di un miliardo di euro.
E oltre all’aumento degli stipendi, infatti, un’altra parte di fondi sarà destinata ai costi relativi all’immigrazione, alla gestione dei flussi migratori e ai Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr). Con un decreto apposito, inoltre, si potrà recuperare lo 0,8% di Indicizzazione Istat (parte mancante per il 2023), con riferimento ai dati del 2022.
La nuova Legge di bilancio, da presentare entro il prossimo 15 novembre, dovrebbe attualmente contenere 32 disegni di legge. Alcuni sono già giunti in Parlamento e per questo l’attenzione di maggioranza e opposizione diventa elemento cruciale. Al centro della questione ci sono incentivi imprese, autonomia differenziata, disciplina professione guida turistica, competitività capitali e promozione dei prodotti Made in Italy.
Le novità non finiscono qui perché sono previste delle iniziative a sostegno delle famiglie, specialmente per quelle numerose. Prevista l’introduzione della figura di assistente materna. Il Governo Meloni ha intenzione di stanziare fra 100 e 150 milioni di euro.
Avrà il compito di accompagnare le madri nei primi sei mesi di vita del nascituro. Un rapporto diretto tramite nel domicilio, al telefono, in videochiamata che punta al sostegno durante la prima fase della maternità.
In questo caso, infatti, l’intenzione è quella di evitare alle mamme di recarsi troppo spesso dal pediatra per problemi non medici, limitando un possibile disagio frequente durante il periodo successivo al parto.
Non si tratta di una figura sanitaria, ma avrà comunque bisogno di un corso di formazione che durerà da 6 a 9 mesi. Nulla a che vedere con infermieri, ostetriche e puericultrici: questa nuova figura non avrà bisogno di una laurea.
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