Omicidio Iris Setti, procuratrice nei guai per commento spinto sul Killer

Dopo l’omicidio di Iris Setti, ad essere finita nei guai è la procuratrice per un commento avanzato sul killer di Rovereto. Il Consiglio superiore della magistratura interviene sulla vicenda

Dopo il recente “scandalo” in cui è finita la procuratrice Viviana Del Tedesco per un commento sul killer di Rovereto adesso, a muoversi è il Consiglio superiore della magistratura (Csm). Appena 15 giorni fa un vicino di casa di Mara Fait uccise la donna e solo sabato scorso, nella stessa zona Iris Setti è stata ammazzata, presa a calci e pugni da Chukwuka Nweke.

Iris Setti
Iris Setti è la donna uccisa, per la morte della 61enne è in carcere un cittadino nigeriano senza fissa dimora (Immagine Rete)

I due omicidi sono finiti sotto le indagini a cura della pm Viviana Del Tedesco. Ora su di lei si accendono i riflettori da parte del Consiglio superiore della magistratura. L’obiettivo del Csm è quello di indagare in modo più approfondito sulle due morti nel caso dovessero emergere elementi di irregolarità sull’operato della procuratrice.

Procuratrice nei guai per l’omicidio di Iris Setti. Il commento al killer desta sospetto alla magistratura

Al Corriere della Sera l’avvocato e membro laico del Csm Claudia Eccher ha dichiarato: “Io e la collega Isabella Bertolini chiederemo al Comitato di presidenza del Csm l’apertura di una pratica relativa ai fatti emersi nei due omicidi di Rovereto. Ci siamo già interfacciati con il ministero, che ci ha chiesto di raccogliere la documentazione dei due casi”.

Rovereto
Il parco di Rovereto dove è avvenuta l’aggressione mortale a Iris Setti (ANSA)

L’obiettivo è chiarire la conduzione delle due indagini da parte della procuratrice Viviana Del Tedesco. E nel caso in cui dovessero spuntare fuori delle irregolarità potrebbe essere avviato un provvedimento disciplinare nei suoi confronti. Inoltre, le dichiarazioni che la pm Del Tedesco ha rilasciato alla stampa sull’omicidio di Iris Setti hanno destato preoccupazione.

La procuratrice, infatti, si è lasciata andare ad alcuni dettagli che poco hanno a che fare con il caso. A La Verità, la donna avrebbe dichiarato di apprezzare la prestanza fisica del 37enne Chukwuka Nweke, il killer arrestato per l’omicidio di Iris Setti. Come riporta anche Leggo, la pm avrebbe detto: “È un uomo che fisicamente è spettacolare. Quello lì doveva andare a fare le Olimpiadi, a fare i mondiali di pugilato, non lo so…”.

Presidente del Tribunale di Bolzano: “Prediamo le distanze”

La procuratrice Del Tedesco avrebbe sottolineato che il 37enne nigeriano in merito all’obbligo di firma “aveva una puntualità nel firmare che se gli studenti di oggi fossero così puntuali a scuola saremmo a cavallo”. Non solo. Gli avvocati dell’infermiera uccisa due settimane fa, prima del delitto aveva fatto richiesta di codice rosso e la pm Del Tedesco ne aveva archiviata la pratica in una settimana dando come motivazione: “Che le persone non vadano d’accordo è un discorso, che poi si arrivi ad un omicidio è un altro”.

Dopo i recenti fatti, quindi il Csm interverrà per capire se la procuratrice abbia agito compiendo irregolarità o meno. Inoltre, come riporta stamani l’ANSA, la presidente del Tribunale di Bolzano, Francesca Bortolotti, in una nota prende le distanze dalle dichiarazioni rese dalla pm riferendo: “Apprendiamo dagli organi di stampa, che la dottoressa Viviana Del Tedesco, procuratrice reggente della Procura della Repubblica di Rovereto, ha reso nei giorni scorsi diverse interviste in merito all’efferato delitto consumatosi in quella città lo scorso 5 agosto e per il quale risulta unico indagato il signor Nweke Chukwuka, attualmente in regime di custodia cautelare.

“Questa Giunta interviene per esprimere, in maniera ferma, la propria presa di distanze dalle dichiarazioni rese dalla dottoressa Del Tedesco, che trova discutibili e inopportune sia nel contenuto sia nel tenore delle espressioni adoperate. Ci auguriamo che al più presto arrivi una smentita da parte della collega, sebbene la pluralità di dichiarazioni che gli organi di stampa le attribuiscono nelle interviste renda difficile pensare che esse siano state amplificate o travisate”. 

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